“Misure a tutela del decoro”, l’ordinanza di De Luca contro elemosinanti e mendicanti

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Con ordinanza sindacale sono state disposte le “Misure a tutela del decoro di particolari luoghi” dal sindaco di Messina Cateno De Luca. Si tratta di una serie di aree come stazioni, università, ospedali, negozi e chiese sulle quali i Comuni e le autorità di Pubblica sicurezza hanno la facoltà di esercitare specifici poteri quali l’ordine di allontanamento e di divieto di accesso.

“Al fine di tutelare il patrimonio culturale ed ambientale della città, – si legge nell’ordinanza – di garantire una maggiore sicurezza urbana nel territorio ed agevolare l’attività operativa della Polizia municipale e delle altre Forze di polizia, al fine di preservare il decoro e la vivibilità urbana sono vietati il bivacco anche con il consumo di alimenti e bevande sul suolo comunale disseminando rifiuti, ovvero porre in essere comportamenti che creano difficoltà legate alla libera fruizione delle aree e degli spazi pubblici; l’accattonaggio molesto posto in essere con il carattere dell’insistenza o dell’oppressione nelle richieste di denaro o attuato con azioni che turbino il libero utilizzo delle aree pubbliche e dei parcheggi limitrofi e/o che vi rendano difficoltoso l’accesso; mendicare con la presenza di minori o con l’utilizzo di animali o simulando menomazioni fisiche per richiamare l’attenzione e la compassione dei passanti; le richieste di denaro con offerta di servizi quali la pulizia dei vetri, fari o altri parti di veicoli; occupare illecitamente gli spazi pubblici, stazionare o intralciare la libera circolazione di persone e veicoli.”

Tra le zone segnalate ci sono le Stazioni Centrale e Marittima (nel raggio di 100 metri); piazza Stazione; gli ospedali Papardo, Policlinico, Piemonte; Antonello, Majorana-Marconi, Archimede, Verona-Trento, La Farina, Seguenza; sedi universitarie delle vie T. Cannizzaro, P. Castelli, piazza XX Settembre, Annunziata, Papardo. Inoltre tutte le aree comunali adibite a verde pubblico, parcheggi e androni dei supermercati, centri commerciali, vicinanze dei luoghi di culto.

Chiunque violi i divieti imposti dal provvedimento è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 100 a 300 euro e l’immediato dal luogo in cui è stato commesso il fatto.