Detenuto tenta di strangolare un poliziotto al carcere di Barcellona

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Ennesimo gravissimo episodio al carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. Dopo il tentato suicidio di un detenuto, nella notte tra l’11 e il 12 giugno, stamattina nella casa circondariale si è sfiorata la tragedia. A raccontare i dettagli di quanto accaduto il Coordinamento Sindacale Penitenziario, che in una nota scrive: “un detenuto, E. C., extracomunitario  ha aggredito un altro compagno di detenzione e oggi, verso le 13, ha cercato di soffocare un assistente capo della Polizia Penitenziaria. L’agente, grazie all’intervento di altri detenuti e degli agenti, è stato salvato dal sicuro tentativo di soffocamento“. Secondo quanto riportato dal Cosp, l’agente è stato trasportato d’urgenza in ospedale.
Il Cosp, che il 10 Luglio protesterà a Piazza Montecitorio a Roma per denunciare la gravissima situazione del Carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, da tempo segnala la grave situazione all’interno dell’istituto, in cui gli agenti “quasi tutti i giorni” mettono la loro vita nelle mani “dei criminali violenti, la maggior parte psichiatrici da ricovero OPG”.
“Il reparto della vergogna penitenziaria” lo definisce il sindacato Co.S.P., che aggiunge: “in questi mesi abbiamo denunciato incendi, aggressioni, intossicazione da fumo, ferimenti, lesioni, dileggio, oltraggi e chi più ne ha più ne metta. Siamo uomini Poliziotti che rischiamo la vita per 1.300 euro al mese, quando ci pagano anche gli emolumenti accessori, e non carne da macello per galeotti.”
“In tutto il Penitenziario sarebbero in totale presenti circa 230 reclusi, la cui vigilanza è stata affidata – racconta sempre il Cosp – proprio in quelle ore in cui veniva aggredito il Poliziotto di sezione, a poche unità, un numero che si può numericamente illustrare su una mano. Uomini e donne sempre presenti in servizio nonostante turni massacranti, sovraccarico di lavoro, mancato pagamento del lavoro straordinario obbligato oltre le sei ore e fino a raggiungere le 12 ore continuative, pochi riposi psicofisici, a rischio anche le ferie estive, e poi ancora, mancato pagamento del lavoro straordinario dei mesi marzo, aprile e maggio, mancato pagamento FESI (servizi disagiati) dell’anno precedente 2018. Un CCNL scaduto da 160 giorni e non si parla di rinnovo, se non una vacanza contrattuale pari a 14 euro mensili: una miseria per chi è chiamato a svolgere attività di specialisti della formazione e della sicurezza delle Carceri Italiane a quota 64.000, contro 54.000 posti letto e con una carenza di -12.000 unità di Polizia”.
La Polizia Penitenziaria a Barcellona verrebbe chiamata in servizio in ogni momento e il più delle volte non conosce quasi mai il proprio turno di lavoro e la pianificazione degli orari di lavoro nei tempi giusti dettati dagli accordi vigenti: “Lo stesso detenuto, nello stesso reparto detentivo ieri ha cercato di colpire anche propri compagni di detenzione, una guerra uomo contro uomo, criminali contro i tutori dell’ordine. Auspico che il detenuto sia immediatamente trasferito, denunciato all’Autorità Giudiziaria e sottoposto in carcere a regime duro”.