“Ehi Ciao”, il primo singolo dell’orlandino Alessandro Cuva, in arte Civos

3167

È stato pubblicato il 4 giugno scorso il primo singolo del giovane cantautore orlandino Alessandro Cuva, in arte Civos.

In una settimana il brano, disponibile su tutte le piattaforme musicali online, ha raccolto oltre 2500 riproduzioni su Spotify e 1700 visualizzazioni su YouTube.
18enne, prossimo agli esami di maturità, Alessandro ha appena completato l’ultimo anno di liceo scientifico al “Lucio Piccolo” di Capo d’Orlando. A Settembre si trasferirà a Milano per iscriversi al corso di laurea in Economia Aziendale e Management all’Università Bocconi, ma la sua più grande passione è la musica.
La canzone “Ehi Ciao”, prodotta dallo stesso Cuva, è stata registrata presso lo studio di registrazione Rec on Black di Santa Teresa di Riva.
Alessandro, come hai scelto il nome d’arte “Civos”?
«Se dovessi dare una spiegazione erudita allora direi che la parola “Civos” proviene dal portoghese “Vivos” che significa vivente, a cui ho sostituito la lettera C alla V iniziale per creare una consonanza con il mio cognome. Ma la realtà è che, da quando ero piccolo, essendo un bambino vivace ed estroverso, tutti hanno iniziato a chiamarmi così».
Cosa significa per te questa canzone? Qual è il significato che vuoi trasmettere a chi la ascolta?
«“Ehi ciao” esprime la felicità ricercata e trovata nelle piccole cose e l’anelito, l’aspirazione, verso la vita che si desidera. Vorrei che l’ascoltatore prendesse parte a questa esperienza sinestetica, tra realtà e sogno».
Come è nata in te l’idea di scrivere canzoni?
«Ho iniziato a studiare musica sotto la direzione del maestro Marco Corrao, suono la chitarra e l’ukulele e già da qualche anno ho cominciato a scrivere alcune canzoni. “Ehi Ciao” è solo la prima delle canzoni che ho scritto, le altre le pubblicherò prossimamente. Avevo e ho ancora il desiderio di esprimere quello che ho dentro, di rendere soggettiva un’esperienza musicale che mi ha sempre entusiasmato».
Ti ispiri a qualche cantante in particolare?
«Ascolto molti cantanti Indie quali Calcutta, Fulminacci, Gazzelle, I Canova ma con questo pezzo ho cercato di crearmi una mia identità artistica, spero di esserci riuscito. Il genere musicale in cui mi inserisco è l’indie, ma non l’ho esplicitamente scelto, è nato spontaneamente, in base ai miei gusti musicali e al mio modo di essere».

Sogni di fare il cantante per professione o vedi la musica solo come un passatempo?
«Non saprei, non escludo nulla per il mio futuro. Questo progetto è nato in via sperimentale e penso sia prematuro cercare di fare previsioni».
Proverai a partecipare a qualche talent show televisivo in futuro?
«Non credo proprio. La mia musica nasce libera e pretendo che rimanga tale, senza condizionamenti derivanti da un qualunque giudice».
Oltre la musica hai altre passioni?
«Amo l’arte in tutte le sue forme, per diversi anni ho frequentato i corsi di Teatro Sociale istituiti dal comune di Capo d’Orlando e sono appassionato di Cinema, soprattutto di stampo internazionale».