Processo "Concussio", scarcerata l'acquedolcese Isabella Di Bella

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Il collegio giudicante del tribunale di Patti, presieduto da Ugo Scavuzzo con a latere Eleonora Vona e Francesco Torre, ha scarcerato Isabella Di Bella, 69 anni, di Acquedolci; era ai domiciliari dal 9 maggio 2018.

La Di Bella è imputata di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso nel processo che tuttora è in corso al Tribunale di Patti scaturito dall’operazione “Concussio”.
La remissione in libertà della Di Bella è scaturita a seguito di un’istanza e di indagini difensive elaborate dall’avvocato Alvaro Riolo. Il legale aveva presentato la sua istanza e anche materiale fotografico proveniente da Facebook, ma i giudici avevano rigettato la sua richiesta, perché non erano riusciti a comprendere l’identità delle persone e la data delle foto.
Grazie ad indagini difensive l’avvocato Riolo, oltre a ribadire che la Di Bella ha una posizione defilata rispetto agli altri imputati del processo – tra gli altri ci sono Vincenzo Tamburello e Giuseppe Lo Re – è riuscito ad identificare le persone offese che intrattenevano rapporti amichevoli e cordiali con la Di Bella. Da qui l’accoglimento dell’istanza di scarcerazione.
Alla Di Bella è stato applicato l’obbligo di dimora ad Acquedolci, con obbligo di presentazione alla stazione dei carabinieri tre volte a settimana e il divieto di allontanarsi dal paese di residenza senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria, fin d’ora concessa solo per presenziare alle udienze del processo in corso. Il processo proseguirà il 25 giugno prossimo, per sentire le parti offese e tutti i testi del pm.