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Capo d’Orlando, immobile confiscato per mafia diventa centro per le donne vittime di violenza

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E’ destinato a diventare un centro per donne vittime di violenza l’appartamento sequestrato una decina di anni fa dalla Polizia di Capo d’Orlando ad un imprenditore accusato contiguità con la mafia. Un immobile confiscato dallo Stato ed ubicato in un terreno adiacente la via Consolare Antica ed il cui progetto di rifunzionalizzazione presentato dal comune orlandino è stato dichiarato ammissibile per un importo di un milione e 284 mila euro.
Il progetto, redatto dal responsabile dell’area Lavori Pubblici dell’Ufficio Tecnico Comunale Mario Sidoti Migliore e finanziato dal Ministero dell’Interno con fondi  del Piano operativo nazionale Legalità 2014/2020, prevede che l’immobile confiscato venga destinato a centro per le donne vittime di violenza, mentre lo spiazzo antistante sarà nella disponibilità dell’Amministrazione Comunale per fini istituzionali.
Il progetto, come sottolineato dal comune di Capo d’Orlando, ha una duplice valenza: da un lato la concreta  riabilitazione dei beni confiscati alla criminalità e dall’altro la loro destinazione a fini di utilità sociale.
Il centro che nascerà sarà a supporto dell’attività di ascolto, accoglienza e assistenza psicologica e legale nei casi di abusi subiti da donne in ambito familiare ed extra-familiare, sulla scia di un’attività intensa svolta sul campo in questi anni dalle associazioni di volontariato con il supporto sostanziale dell’Amministrazione.

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