Barcellona. Clamore per il pignoramento del Teatro Mandanici. Il Comune non ci sta

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La notizia si è diffusa ieri sera e non ha mancato di suscitare clamore. Il Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto sarebbe stato pignorato a seguito di un’istanza presentata dall’avvocato Eugenio Antonio Benvegna e della Società Agricola Ararat. Alla base della questione, un debito del Comune condannato a pagare spese e compensi legali alla stessa società. La diatriba ebbe origine nel 2013, quando la società aveva necessità di recintare i propri terreni e chiese al Comune l’assegnazione della linea di confine con la strada comunale, incontrando difficoltà. Lo scontro di accese sui mancati lavori di manutenzione da parte dell’Ente di Palazzo Longano sulla strada Comunale Limina, la cui transitabilità è necessaria ad Ararat per realizzare i suoi progetti. Nell’ottobre scorso, il Comune è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio. La replica di Palazzo Longano sulla questione non si è fatta attendere. “Curioso è che si scriva che è stato sottoposto a pignoramento il Teatro Placido Mandanici, senza tuttavia previamente accertarsi neppure se il suddetto pignoramento sia stato iscritto a ruolo, sottacendo il fatto che è stato apposito incarico ad un legale di fiducia dell’Ente al fine di opporsi al suddetto procedimento esecutivo, facendo in primis far valere l’improcedibilità dell’azione, atteso che, in regime di riequilibrio economico finanziario, sono bloccate o “congelate” tutte le azioni esecutive nei riguardi dell’Ente comunale. Tanto clamore per nulla, dunque. Nell’intera vicenda c’è solo il fatto che un avvocato per un esiguo credito per spese legali pari a circa 4.500,00 Euro, decida di sottoporre a vincolo un bene di valore sproporzionatamente maggiore. Ma di questo aspetto (così come di eventuali danni all’immagine cagionati all’ente per i quali ci si riserverà di agire) si occuperà un giudice nella sede a ciò deputata. Di certo questo Comune si opporrà e difenderà strenuamente in tutte le sedi opportune rispetto a questa discutibile azione esecutiva, avente ad oggetto un bene di enorme pregio ed indiscusso valore prima ancora che economico, soprattutto simbolico per la nostra città”.