Capo d'Orlando, ancora tensioni in maggioranza

Non sono mancati i fuori programma, ieri sera, nel consiglio comunale di Capo d’Orlando fissato per discutere l’anticipazione delle liquidità dell’Ente. Punto che non prevedeva alcun sussulto e che invece è stato approvato dopo una lunga discussione che ha visto ancora una volta la maggioranza e l’amministrazione in difficoltà.
Andando per ordine, però, la seduta è iniziata con comunicazioni del sindaco circa gli interventi che sono stati programmati a Palermo per la messa in scurezza del lungomare minacciato dall’erosione e poi con la solidarietà espressa dall’aula al personale Asu in sciopero.
A quel punto, il capogruppo della Lista Orlandina, Fabio Colombo, ha chiesto di poter leggere in aula una dichiarazione politica sottoscritta da tutti i candidati in quello schieramento, nel 2016, a proposito dall’esclusione dal gruppo del consigliere Linda Liotta.
La presidenza ha negato il passaggio politico, adducendo motivazioni di regolamento comunale, e così i consiglieri della Lista Orlandina hanno lasciato l’aula in plateale dissenso.
Dopo una breve interruzione dai lavori il gruppo è rientrato ottenendo di poter chiarire la sua posizione, anche grazie all’incalzare dell’opposizione. “La decisione assunta- afferma il documento- è determinata dalle scelte della stessa che ha più volte disatteso le intese che il gruppo ha assunto in relazione alla posizione da tenere in sede pubblica ed istituzionale, su diversi temi della vita amministrativa di Capo d’Orlando. Agire individualmente è legittimo, ma non risponde alle regole di gruppo che sono alla base della rappresentatività elettorale- ha aggiunto lo schieramento politico- e soprattutto svilisce e vanifica il lavoro di analisi e sintesi che lista e gruppo svolgono, per giungere ad una posizione unitaria”.
Immediata la risposta di Linda Liotta che ha preso atto del provvedimento, appreso a gennaio dalla stampa, confermando la propria posizione di indipendente in aula.
Insomma, niente che non fosse già noto, ma che ieri ha rischiato di incrinare pesantemente i rapporti all’interno della maggioranza per apparenti vizi tecnici e procedurali. i

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