Truffa dei diamanti, clienti raggirati anche nell’area nebroidea

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Sono numeri piuttosto limitati, ma anche nel messinese spuntano le prime vittime della cosiddetta “truffa dei diamanti”, ovvero una presunta truffa sulla vendita di diamanti a investitori e risparmiatori da parte di 5 banche. Il Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, nei giorni scorsi, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di oltre 700 milioni di euro nei confronti di  Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Montepaschi e Banca Aletti. Il sequestro preventivo, firmato dal gip di Milano Natalia Imarisio, è stato eseguito in riferimento a fatti tra il 2012 e il 2016. Le persone indagate sarebbero una settantina. Trai reati contestati, a vario titolo, anche quello di corruzione tra privati. Oltre alle cinque banche sono indagate anche le due societa’ Intermarket Diamond Business spa (Idb) e Diamond Private Investment spa (Dpi), per le ipotesi di reato di truffa aggravata e autoriciclaggio.
E proprio mentre escono queste notizie sulla stampa anche in zona si fanno avanti i primi clienti raggirati cui è stato consigliato l’acquisto di diamanti a investitori e risparmiatori gonfiando il valore dei preziosi.
“E’ un prodotto che abbiamo venduto specialmente tra il 2010 ed il 2013, dice un dipendente di una delle 5 banche indagate da noi contatto. Non conosco esattamente il numero delle persone che hanno acquistato diamanti nella nostra provincia ma non si tratta di numeri altissimi, specie nei piccoli centri”.
Eventualità confermata anche da una nostra telespettatrice di Capo d’Orlando che ci ha segnalato la vicenda lamentando il fatto di aver dovuto apprendere della truffa solo attraverso i media visto che la sua banca (una delle 5 coinvolte) non ha neppure ritenuto di contattarla.
Le banche indagate sarebbero state consapevoli del meccanismo e avrebbero avuto un ruolo fondamentale di intermediazione tra le società e i clienti.
In sostanza i diamanti venivano venduti come classico “bene rifugio” che avrebbe mantenuto il valore nel tempo ma a fronte di una vendita a10- 11.0000 euro (con provvigione per la banca per l’intermediazione) il reale valore del gioiello era di appena 3 o 4 mila euro.
Dalle notizie di queste ultime ore si apprende che alcuni degli istituti hanno iniziato a rimborsare di propria iniziativa le vittime del raggiro mente oggi, la Presidente di Monte Paschi Siena interviene sulla vicenda garantendo anche in questo caso il rimborso “al 100 per cento i consumatori”.
Il consiglio è quindi di verificare se in passato siano stati effettuati questi investimenti e chiede immediatamente il risarcimento o rivolgersi alle forze dell’ordine.