Città Metropolitana, un San Valentino da dimenticare

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Molti tra i dipendenti della ex Provincia di Messina, quest’oggi, hanno rinunciato alla classica cena con la dolce metà o a fare il regalo di S. Valentino al proprio amore.

Tira aria decisamente pesante, infatti, nel Salone degli Specchi, nonostante la festa degli innamorati. Prima sono arrivate le sospensioni dello stipendio, poi le ferie d’ufficio per 700 degli 840 dipendenti degli uffici della Città Metropolitana. E da lunedì i lavoratori presidiano il palazzo dell’ente, in segno di protesta contro le decisioni assunte da Cateno De Luca per sollecitare l’intervento del Governo centrale e regionale nella difficile situazione finanziaria della Città Metropolitana, ormai al collasso.


Dopo lo scontro diretto con il Sindaco, che lo scorso lunedì ha dichiarato apertamente che non intende fare dietro front sulle scelte fatte, mettendo sul piatto la possibilità di dichiarare il default, la preoccupazione c’è ed è tangibile. Oltre a porsi domande sulla sorte del proprio posto di lavoro, molti padri di famiglia stanno già facendo i conti con una ipotesi tutt’altro che remota e temporalmente più vicina. La ex Provincia di Messina, infatti, potrebbe non essere in grado di liquidare gli stipendi, quanto meno non regolarmente.

Fronteggiare una simile evenienza, per molti dei lavoratori dell’Ente, sarebbe veramente un’impresa, soprattutto per chi ha figli in età scolare. Una famiglia media potrebbe far fronte ad una, massimo due mensilità, attingendo ai risparmi, quei pochi euro che la recessione ha lasciato sui conti correnti degli italiani. E poi? Poi l’incubo, quello che mai un dipendente di un Ente pubblico avrebbe creduto possibile in un passato nemmeno molto lontano.