Capri Leone, Ciao ecomostro

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Nel giro di qualche settimana lo skyline di Capri Leone perderà lo scheletro in cemento della chiesa di Maria Santissima Assunta  conosciuta da tutti come l“ecomostro”.

Proprio nei giorni scorsi, infatti, il comune caprileonese ha consegnato i lavori all’impresa Sitek di Partinico, che si è aggiudicata l’appalto, per un importo di 800 mila euro, finanziato dall’Assessorato alle Infrastrutture. La ditta sta procedendo all’installazione dei macchinari e alla messa in sicurezza dell’area circostante, in vista delle vere e proprie operazioni di demolizione, che dovrebbero partire tra circa un mese.  La struttura avrebbe dovuto sostituire l’antica chiesa di origine medievale, demolita nel 1971 perché ritenuta instabile. La Regione finanziò negli anni successivi circa 240 milioni delle vecchie lire per completare la ricostruzione della chiesa, che però risultarono insufficienti, lasciando l’opera incompleta. Per decenni è stata considerata un “ecomostro” che ha deturpato il paesaggio dell’antico borgo fondato nel 1400.  Nel corso degli anni si è pensato ad una riqualificazione, anche grazie ad un concorso di idee progettuali, nate in sinergia tra comune e Legambiente, che si è interessata alla riconversione della costruzione. Oggi, finalmente, verrà riqualificato grazie al Patto per il Sud che ha destinato i fondi al progetto presentato dalla Curia, ma del quale il comune è ente attuatore. Di fatto la parte superiore dello scheletro di cemento dell’edificio verrà abbattuta, portandolo ad altezza delle case circostanti. Al primo piano, rimarrà in piedi il colonnato, che formerà una sorta di cornice per l’area interna a cielo aperto, che diverrà una piazza e sarà riqualificata con arredo urbano e verde pubblico. Mentre la parte sottostante, a cui è possibile accedere da una strada laterale, ospiterà locali coperti da destinare a scopi di pubblica utilità.