Operazione antidroga “Gioia”, la sentenza il 4 febbraio

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Era attesa per ieri pomeriggio, ma la sentenza di primo grado del troncone principale dell’operazione “Gioia”, eseguita il 19 marzo di tre anni fa dai Carabinieri, arriverà il prossimo 4 febbraio per consentire eventuali repliche delle parti processuali.

Nel procedimento sono imputate undici persone, accusate di spaccio di stupefacenti tra Barcellona Pozzo di Gotto, Falcone e Messina, che hanno scelto il rito ordinario.

Il rinvio è giunto dopo le arringhe dei legali difensori. Il Pm della Procura Antimafia di Messina, Fabrizio Monaco, lo scorso 2 luglio aveva chiesto la condanna per dieci degli undici imputati.

L’operazione “Gioia” prese il nome dall’appellativo con cui veniva indicato un immigrato marocchino dal quale transitavano i flussi di droga, soprattutto hashish ed eroina.
Gli inquirenti hanno puntato l’attenzione su Redouane Rahbib, dando una poderosa spinta alle indagini. L’indagine è molto vasta.

La pena più alta richiesta dalla pubblica accusa è a carico di Rachid Charfi, marocchino di 29 anni, residente a Barcellona Pozzo di Gotto.
È l’unico degli imputati del troncone in oggetto a cui si contesta il reato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga. Per lui sono stati chiesti tre anni e due mesi di reclusione.
Le altre richieste variano da un anno e otto mesi e due anni e due mesi condite da pesanti multe comprese tra i 600 euro e i 5000 euro. L’unica assoluzione richiesta è per Valentina Scaffidi, 31 anni, di Furnari con la formula per non avere commesso il fatto.