Sicilia, differenziata e nove ambiti territoriali nella riforma dei rifiuti

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Archiviati i 27 ex Ato e le 18 Srr. Questi i punti più importanti della riforma sulla gestione dei rifiuti pronta per l’esame dell’Ars.

La commissione Ambiente ha approvato un disegno di legge incentrato sulla raccolta differenziata che ora passerà all’esame dell’aula. Tra i punti qualificanti della riforma, la gestione dei rifiuti rientra nelle competenze pubbliche e dunque vanno in archivio i 27 ex Ato e le 18 Srr.

A guidare il sistema saranno 9 Autorità di governo d’Ambito dei rifiuti gestite dai sindaci con competenza su tutto il territorio provinciale.

Le Autorità di governo d’Ambito avranno sede in ogni provincia e saranno presiedute dal sindaco che potrà vantare la più alta percentuale di raccolta differenziata.
La nuova autorità fisserà le tariffe e ci sarà un risparmio di gestione, poichè non sono contemplate indennità aggiuntive. Si prevedono incentivi e contributi per progetti e le iniziative riguardanti la riduzione, il riuso o il riciclo dei rifiuti.

I comuni che raggiungono l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, sono destinatari in via preferenziale dei contributi.
I lavoratori vengono garantiti dal disegno di legge, sia creando il «bacino provinciale dei lavoratori (a qualsiasi titolo) del settore dei rifiuti», sia imponendo alle ditte aggiudicatarie dell’affidamento l’utilizzo di quel personale.

Il Piano regionale di gestione dei rifiuti promuoverà le migliori tecnologie per ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente.
La Regione dovrà redigere il piano e la definizione dei criteri per l‘individuazione della localizzazione degli impianti; il disegno di legge ha escluso l’ipotesi di termovalorizzatori.