Mistretta, cinque intossicati da mandragora

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Sono cinque le persone che ieri, dopo una cena a base di verdure, sono finite al pronto soccorso dell’ospedale Santissimo Salvatore di Mistretta per un’intossicazione da mandragora.

Una di loro è stata trasferita al Centro antiveleni del Policlinico universitario di Messina. Esito di un errore nel distinguere la mandragora, pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae ed altamente tossica, dalla borragine, verdura selvatica commestibile, che spesso viene raccolta nelle campagne ed utilizzata, secondo tradizione, per preparare secondi piatti o contorni. Già in passato, proprio nel centro amastratino, si era verificato un caso simile, che aveva causato l’intossicazione di ben 7 persone, che dopo una cena a base di verdure raccolte nei campi erano finite in ospedale, con palesi sintomi da avvelenamento. La mandragora, molto diffusa sui Nebrodi, contenente alcaloidi altamente tossici e quindi velenosa e potenzialmente mortale, può essere, infatti, facilmente confusa con la con la borragine. Tre dei cinque soggetti, subito dopo aver mangiato la prelibata verdura, sono stati colti da problemi intestinali con nausea e vomito, secchezza delle fauci e difficoltà ad urinare. Secondo i sintomi riferiti e dopo l’anamnesi, i sanitari in servizio presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Mistretta, hanno subito intuito che gli sfortunati commensali avevano ingerito la mandragora. I pazienti, due ricoverati presso il nosocomio amastratino, una al policlinico di Messina, stanno decisamente meglio, ma rimangono sotto osservazione. Gli altri due sono stati dimessi.