L’ex sindaco di Montagnareale dovrà pagare oltre 12 mila euro

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La corte dei conti sezione giurisdizionale della Sicilia ha condannato l’ex sindaco di Montagnareale Anna Sidoti al pagamento a favore del comune collinare di oltre dodici mila euro e al pagamento delle spese processuali.

Tutto è scaturito dall’esposto del 3 aprile 2011, presentato da un consigliere comunale di Montagnareale; informò la procura contabile di una situazione grave che sarebbe derivata della gestione personalistica del comune da parte del sindaco. Fu delegata la guardia di finanza a svolgere le indagini su un incarico retribuito, riguardante nello specifico, il disimpegno dei servizi elettorali, demografici ed economato conferito nel 2008 ad un dipendente in congedo. La Sidoti sostenne di aver operato legittimamente e di aver, anzi, garantito al comune un risparmio di spesa. Ma queste argomentazioni non sono state ritenute convincenti dalla procura. Secondo l’accusa la Sidoti avrebbe violato la legge relativa al divieto per i dipendenti, che, dopo essersi collocati volontariamente in pensione per fruire dei benefici collegati alla risoluzione anticipata del rapporto, riprendano, in qualità di consulenti, a svolgere le stesse funzioni espletate in precedenza; da qui la richiesta di condanna a pagare oltre 12 mila euro. La Sidoti si costituì in giudizio con l’avvocato Riccardo Rotigliano, osservando che l’incarico contestato era volto alla formazione del personale contrattista e sostenendo che questa vicenda non rientrasse nelle violazioni previste dalla legge; ribadì infine di essersi ispirata ad una logica di risparmio economico per il comune. Per questo chiese il rigetto della citazione e, in via subordinata, sollecitò il ricorso al potere riduttivo, segnalando le difficoltà connesse con il sottodimensionamento dell’organico del comune ed evidenziando che, all’epoca dell’adozione della delibera in questione, si era insediata, senza aver fatto precedenti esperienze politiche, da appena undici giorni. I giudici hanno però ribadito tra gli altri come, secondo le leggi in vigore, la remunerazione percepita dall’ex dipendente costituisse un danno per il comune e che dunque si configurasse a carico dell’ex sindaco la responsabilità contabile. Da qui la condanna a pagare oltre dodici mila euro, più le spese di giudizio.