“Fu un assassino di contadini inermi”, Rometta rimuove Bixio dalla toponomastica

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Questa volta non c’erano camicie rosse a protestare sui palazzi circostanti né nipoti di Garibaldi ad annunciare ricorsi.
A Rometta il sindaco Nicola Merlino e la sua amministrazione hanno avuto meno ostacoli dei loro colleghi di Capo d’Orlando a fare la guerra ai garibaldini.
Nel comune romettese, infatti, la “Via Nino Bixio” è stata trasformarta in “Via delle vittime della strage di Bronte”.
“Bixio – dicono- non fu un eroe. Tutt’altro. Uccise cittadini inermi’.
Così via il nome del “carnefice” dalla toponomastica ed al suo posto il riconoscimento alle sue vittime. Al termine della scopertura della nuova tabella si è tenuto un convegno in cui sono stati raccontati alcuni episodi oscuri del periodo garibaldino.
Una pagina controversa di storia, quindi, riscritta come ormai da tempo avviene in decine di comuni del sud Italia.
A far discutere fu, nel 2008, la plateale iniziativa dell’allora sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni che, rimosse la targa in onore di Garibaldi, a martellate.
Un provvedimento che scatenò associazioni pro “Eroe dei due mondi” in tutta Italia al punto da portare a Capo d’Orlando la nipote, Anita, a sfilare a cavallo una associazione di “camicie rosse”, a denunce, ad editoriali scandalizzati sul Corriere della Sera. Insomma uno scontro che comunque ebbe il merito di cercare di comprendere meglio episodi storici dati per scontati.
Ora, quindi, la stessa strada la imbocca Rometta, dove a rischiare, dopo Bixio c’è anche Piazza Garibaldi.

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