Tindari, il giorno dopo

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Santuario di Maria SS del Tindar, all’indomani della due giorni di festa dedicati alla Vergine Bruna.

È di ieri la notizia che il Santuario è stato dichiarato Basilica Pontificia Minore. Il titolo viene concesso solo ad alcune chiese, attualmente in Italia solo 500, in possesso di specifici requisiti come grandezza del tempio, valore artistico, intensa spiritualità e che siano luogo di pellegrinaggio. E qui ogni anno migliaia di persone fanno visita al tempio. Anche oggi il Santuario è gremito di fedeli e turisti. Un imponente piano per la gestione del traffico è stato predisposto dal Sindaco di Patti, Mauro Aquino, che ha consentito di gestire adeguatamente il flusso veicolare, molto intenso, nei due giorni di festa. Anche oggi la Polizia Municipale è impegnata a gestire la grande affluenza di mezzi e persone. Già. Tutto perfetto. Se non fosse che nella piazza antistante il Santuario ci sono soltanto tre cestini per i rifiuti. Si, soltanto tre.

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E un paio di cassonetti, che oggi sono stracolmi, dopo l’afflusso di pellegrini dei giorni scorsi, di rifiuti indifferenziati, posizionati immediatamente al di sotto del Santuario, lungo la strada in pendenza che dal capolinea del Bus Navetta conduce alla Chiesa. Gli altri cestini tutti divelti, distrutti.

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Per trovare un altro cestino, occorre arrivare proprio al capolinea del bus. Immaginate, nonostante i passaggi aggiuntivi per la raccolta che certamente saranno stati predisposti, quanta immondizia straborda da questi cestini. Che, specifichiamo, sono solo per il secco e non consentono di differenziare. Le immagini parlano da se. La gente, ha trascinato i propri rifiuti fino al parcheggio ai piedi del Santuario, vicino al centro abitato. E li, li ha abbandonati.

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Tra inciviltà, vandalismo e scarsa attenzione, gli abitanti di Tindari si difendono così. Per fortuna, ci sono i volontari…

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