Legambiente boccia la proposta della minoranza di Sant’Agata contro l’erosione

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“Le scogliere a protezione del litorale? Non risolverebbero il problema dell’erosione e del ripascimento e deturperebbero la spiaggia con danno per l’immagine turistica di S. Agata. Inoltre qualsiasi intervento lungo la costa che va da Tusa a Patti è delegato alla pianificazione regionale grazie al contratto di costa firmato dai sindaci, compreso lo stesso Sottile”
A bocciare la proposta della minoranza consiliare di S. Agata di Militello di realizzare una scogliera a protezione del litorale santagatese è Enzo Bontempo, dirigente di Legambiente, che definisce la proposta lanciata dall’ex primo cittadino Carmelo Sottile “suicida” e tipica di chi non ha compreso la dinamica di formazione delle spiagge e come  difendere dei litorali. Condanna anche per la scelta di ricostruire il lungomare nello stesso identico punto dove è crollato, praticamente in acqua, sfidando nuovamente il mare. Per Bontempo, sarebbe stato più sensato indietreggiare di alcuni metri il tracciato, così da non costruire un muro riflettente e consentire la riformazione della spiaggia. E ne spiega anche le motivazioni. L’erosione a S. Agata è causata dalla diga foranea del porto che ha bloccato il trasporto di sabbia verso levante. A ponente, infatti, si è formato un grosso accumulo. Questo materiale è venuto a mancare dinnanzi al centro abitato dove la spiaggia è scomparsa. C’è di più. Le barriere frangiflutti non favoriscono la ricostruzione della spiaggia, perché queste opere, piuttosto, bloccano il trasporto di sabbia. Al momento, infatti, non esiste flusso di sabbia in movimento, bloccato dal braccio portuale, quindi le barriere sarebbero inutili e sposterebbero solo il problema verso est, nella zona sottostante la villa Falcone Borsellino. Secondo Bontempo, la soluzione è quella di rimettere in movimento la sabbia bloccata dalla diga foranea, così come affermano anche gli studi commissionati e già agli atti del Comune. L’operazione sarebbe fattibile con un bypass, selezionando accuratamente il materiale immesso nella condotta, oppure, più semplicemente, caricando su camion la sabbia e riversandola lì dove manca. Occorre di fatto ricostruire un’adeguata profondità di spiaggia di fronte all’abitato per impedire la riflessione.  Eventuali opere di protezione dei versamenti, per evitarne la dispersione, si possono valutare solo oltre la Villa Falcone Borsellino, di modo che l’inevitabile erosione innescata sottoflutto,  interessi una spiaggia ‘morta’ molto profonda, dove non ci sono infrastrutture a rischio. Parla anche di costi, Bontempo, valutando che ricostruire la spiaggia di fronte all’abitato, utilizzando la sabbia già in possesso del comune non costerebbe più degli investimenti previsti per realizzare interventi con barriere frangiflutti paralleli e perpendicolari alla linea di costa, le quali peraltro sposterebbero solamente l’erosione più ad est ed obbligherebbero il comune ad eseguire nuovi interventi particolarmente costosi. Il dirigente di Legambiente non trascura nemmeno l’impatto dei conglomerati cementizi sul paesaggio del centro tirrenico, a danno dell’economia turistica e della libera fruibilità della spiaggia.