Messina. Rimangono in carcere i sei palermitani della banda dell’ipnosi

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Il Riesame ha deciso. I sei palermitani che rapinavano ignare vittime con il sistema dell’ipnosi tra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo rimangono tutti in carcere. Michele Faija, 59 anni di Cinisi, Giuseppe Immesi, 68 anni di Palermo, Matteo Li Causi, 49 anni, originario di Palermo, ma residente a Bergamo, i palermitani Gaetano Talamanca, 51 anni e Giovanni Salafia, 27 anni e Domenico Immesi, 38 anni di Villabate erano stati arrestati nell’ambito dell’operazione Hypnose, condotta dai Carabinieri che hanno eseguito un provvedimento del Gip Fabio Gugliotta su richiesta della Procura guidata dal Procuratore Emanuele Crescenti. L’indagine, coordinata dal sostituto Rita Barbieri, consentì di documentare l’attività di un gruppo, con base a Palermo, che derubava prevalentemente anziani, agganciati in prossimità di luoghi di culto o di ritrovo. La banda agiva ormai con un meccanismo collaudato. Dopo avere avvicinato le vittime con la scusa di una fittizia compravendita di gioielli, facevano percepire alle stesse un intenso profumo con un effetto rassicurante. Tecniche ipnotiche facevano il resto, portando il malcapitato in stato confusionale e convincendolo addirittura a recarsi in banca o presso la propria abitazione per procurarsi denaro da consegnare alla banda. Grazie a testimonianze, riprese di videosorveglianza e tabulati telefonici gli indagati furono identificati e fu possibile risalire a diversi episodi di rapina in provincia, tra cui uno anche a Capo d’ Orlando nel novembre 2017. Agivano tre alla volta: un finto marinaio, un finto acwuirente e un finto gioielliere. Tutte le persone truffate perdevano anche la cognizione del tempo. Così è successo a un settantenne barcellonese, raggiunto in Via Roma dal gruppo, che ha consegnato tremila euro in cambio di un anello falso. Stessa somma sottratta a una quarantacinquenne.