Santo Stefano, il sindaco apre agli immigrati e la maggioranza si spacca

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Il primo cittadino Francesco Re è in cerca di abitazioni per i 12 immigrati da ospitare per un triennio nel paese della ceramica. Mancano pochi giorni alla scadenza per le Manifestazioni di interesse da parte di soggetti privati, cittadini e operatori economici alla cessione in locazione di idonei appartamenti ad uso residenziale da destinare al progetto di accoglienza Sprar.
L’avviso pubblico per la ricerca di unità abitative a firma del sindaco, infatti, scade alle 12 di domani. Si tratta d’individuare un soggetto che partecipi alla gestione di un programma di accoglienza integrata per i richiedenti asilo e rifugiati destinati al paese della ceramica. In via provvisoria, in un precedente avviso pubblico, era risultato aggiudicatario il Consorzio di Cooperative Sociali Xenia-Cooperativa Sociale di Catania, mentre l’Amministrazione stefanese intende valutare la presenza sul territorio comunale di soggetti privati, cittadini e/o operatori economici, proprietari o aventi in disponibilità, di idonei immobili, appartamenti , abitazioni, arredati o semi arredati ad uso di civile abitazione ubicati in questo territorio, disponibili a cedere i medesimi in locazione all’Ente esecutore dei servizi per l’accoglienza di nuclei familiari o singoli all’interno del progetto di accoglienza SPRAR in vista della presentazione della domanda di contributo relativa alla ripartizione delle risorse iscritte al Fondo Nazionale per le Politiche ed i servizi dell’Asilo per il triennio 2018-2020.
L’inziativa del sindaco, che segue quelle di decine di amministratori del messinese che, attraverso gli Sprar puntano a fermare ulteriori invii indiscriminati da parte della Prefettura in strutture private, spacca però la maggioranza. Il vice presidente del consiglio comunale, Alex Amoroso, scrive sui social parole durissime contro l’amministrazione. “Dichiaro di essere apertamente contraro a quanto deciso dal sindaco Francesco Re- dice Amoroso- per i motivi che più volte ho palesato in consiglio comunale”.
Si va verso l’abbandono della maggioranza del consigliere?