Mistretta, la commissione prefettizia al lavoro. Il sindaco, “siamo sereni”

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Una notizia nell’aria da tempo ma che però fa molto rumore. L’invio di una commissione prefettizia per decidere se il consiglio comunale di Mistretta vada sciolto per infiltrazioni mafiose, è piombata ieri all’improvviso nel comune nebroideo. Così come all’improvviso, ieri mattina, contestualmente alla comunicazione ufficiale del prefetto di Messina, Maria Concetta Librizzi, sono giunti in comune i sette componenti della Commissione, con a capo un viceprefetto.
La commissione, guidata dal viceprefetto vicario Maria Carolina Ippolito, è composta dal viceprefetto aggiunto Antonio Gullì; dal tenente colonnello Ivan Boracchia, comandante del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri di Messina; dal vicequestore Carmelo Nicola Alioto, dirigente del Commissariato di Capo d’Orlando; dal capitano Alessandro Bongiorno, in forza al “Gico” della Guardia di finanza; dal maresciallo maggiore aiutante Giovanni Muscolino, del Nucleo di Polizia economica e finanziaria del Comando provinciale della Guardia di finanza di Messina, e dal commissario capo Andrea Sgrò, in servizio presso la sezione operativa della Direzione investigativa antimafia di Messina.
I fatti che saranno messi sotto la lente dei commissari prefettizi sono in stretto legame circa presunti condizionamenti della malavita organizzata per l’assegnazione di un appalto, bandito dal Comune, i cui lavori, da un milione di euro, riguardavano la riqualificazione delle opere inserite nel territorio nebroideo del museo a cielo aperto “Fiumara d’Arte”. In quella indagine, sfociata il 20 aprile in tre arresti, tra cui quello del consigliere di opposizione Vincenzo Tamburello, finirono sotto esame i rapporti con Pino Lo Re, considerato dagli inquirenti referente delle cosche dei Nebrodi.
All’indomani dell’operazione si era registrato il durissimo commento del colonnello dei Carabinieri Benincasa che aveva testualmente detto che «Cosa Nostra si presenta oggi con il volto di un consigliere del Comune di Mistretta che, oltre a fissare la tangente, impone anche assunzioni e forniture a vantaggio degli uomini e delle ditte di riferimento dell’organizzazione». Nelle carte dell’inchiesta si parlava poi di mazzetta da 50.000 euro a due dipendenti comunali.
Questa è la parte che, naturalmente, la Commissione cercherà di capire e che potrebbe portare allo scioglimento dell’organo consiliare.