Patti, chiesto un incontro con il presidente Musumeci e l’assessore Razza

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Nessun incatenamento, nessuno sciopero della fame, nessuna consegna di schede elettorali. Niente di tutto questo faranno i consiglieri comunali di Patti, che ieri, dopo il responso della commissione sanità dell’Ars, avevano chiamato a raccolta anche i cittadini per una manifestazione di protesta davanti all’ospedale di Patti.

Questa mattina, dopo che i consiglieri si sono spostati dal “Barone Romeo” all’aula consiliare, si sono vissuti momenti di grande confusione e sono stati affissi alcuni manifesti nella sala del consiglio comunale. Hanno presenziato pochi consiglieri, Placido Salvo, Giacomo Prinzi, Filippo Tripoli, Giovanni Di Santo, Natalia Cimino, Luca Musmeci, Francesco Arrigo, Cesare Messina ed il sindaco Mauro Aquino, poi i rappresentanti di “Cittadinanza attiva”. Nessun altro, nessun sindaco del distretto D30, se non il presidente del consiglio comunale di Gioiosa Marea, Maurizio Adamo. Ad un certo punto, nell’incertezza, è intervenuto il sindaco Mauro Aquino annunciando dopo un confronto nella sua stanza, che si sarebbe organizzato un confronto con il presidente della Regione, Nello Musumeci, l’assessore regionale alla salute Ruggero Razza, i componenti della commissione sanità, la deputazione regione e i sindaci del distretto. Si cercherà di neutralizzare quanto prospettato ieri per l’ospedale “Barone Romeo” di Patti, nella speranza che diventasse Dea di primo livello; l’unità operativa semplice di gastroenterologia – reparto che non c’era, l’oculistica – che era unità complessa ed è stata declassata a semplice e l’emodinamica, che era unità semplice e si sperava potesse salire di livello, divenendo dipartimentale, ma non è stato così, rimanendo semplice. L’assessore regionale alle autonomie locali Bernardette Grasso, dal canto suo, ribadendo di essersi adoperata perché l’ospedale di Patti mantenesse specialità e peculiarità, si farà anche lei promotrice di un confronto con l’assessore Razza ed eventualmente anche con l’Asp di Messina, per rappresentare le potenzialità dell’ospedale di Patti che, se non potrà diventare Dea di primo livello, è stato ed è punto di riferimento dei Nebrodi per l’emodinamica ed assicura servizi fondamentali per un vasto comprensorio.