Calunnia, prosciolto un cinquantenne di Mirto

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Il gup del tribunale di Patti Ugo Molina ha prosciolto perché il fatto non sussiste Giuseppe Machì, 50 anni, di Mirto, difeso dall’avvocato Alessandro Nespola. Si è chiusa in questo modo una lunga vicenda a colpi di denunce ed esposti.

Machì denunciò invano nel 2015 ai vigili urbani ed ai carabinieri di Mirto la sosta irregolare di alcuni veicoli nella piazzetta di Via Naso, in doppia fila e fuori dagli stalli consentiti che gli rendevano difficoltoso l’accesso carrabile alla limitrofa sua abitazione. Richiedeva interventi concreti per multare le auto e far cessare il parcheggio selvaggio. A distanza di un anno e non essendo successo nulla presentò un secondo esposto, indirizzandolo anche alla Questura di Messina, al commissariato di Capo d’Orlando ed al sindaco di Mirto. Riferì che nulla fosse cambiato rispetto alla precedente presentazione dell’esposto. I carabinieri di Mirto però giudicarono falso ed oltraggioso il racconto del Machì, perché avrebbe denunciato una loro presunta inoperosità e per questo scattò una denuncia alla procura della repubblica di Patti e la richiesta di rinvio a giudizio per il reato di calunnia. Il 18 luglio scorso si è celebrata l’udienza preliminare; il pm ha chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato,  Machì, difeso dall’avvocato Alessandro Nespola, chiese di essere prosciolto, ribadendo di essersi solamente limitato negli esposti a riferire un dato di fatto incontestabile, cioè la sosta selvaggia mai cessata e che nessun multa o rimozione era stata adottata, senza avere fatto accuse ai militari dell’arma, che nel dicembre 2016 verificarono la situazione. Ora con il proscioglimento di Machì il caso è chiuso.