Legambiente, il “Contratto di Costa” non basta.

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Un dossier di Legambiente che svela cosa c’è davvero dietro la corsa ai finanziamenti per arginare l’erosione costiera.

E’ stato presentato oggi, con una conferenza stampa che si è tenuta alla sede della Lega Navale di Messina, da Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, Salvatore Granata di Legambiente Nebrodi, e il prof. Giovanni Randazzo, docente di Dinamica dei litorali dell’Università degli Studi di Messina. L’associazione ambientalista approfondisce il capitolo dei rischi che corrono le coste con progetti già finanziati, ma che mancano di programmazione unitaria e di una visione d’insieme. Una vera e propria corsa al finanziamento che non tiene realmente conto dell’esigenza di salvare il litorale, ma solo di accaparrarsi i fondi. Ammonta a trentuno milioni di euro provenienti dal Po Fesr Sicilia 2014-2017e dai fondi del Patto per la Sicilia, la pioggia di finanziamenti destinati ad arginare l’erosione della costa siciliana. Fondi che per lo più ogni comune gestisce localmente, con micro progetti tampone, che non risolvono la situazione e,  alla lunga rischiano, anzi, di peggiorarla. In particolare, per l’area dei Nebrodi, è stato siglato lo scorso maggio, il “Contratto di Costa”, a cui hanno aderito 14 Comuni della Costa Tirrenica, che vanno da Patti a Tusa, e che ha ricondotto al Commissario Regionale per la mitigazione del dissesto idrogeologico, la titolarità della progettazione degli interventi a tutela delle spiagge. Un primo atto di pianificazione, caldeggiato dal Presidente della Regione, che rimane, però, un’eccezione nel panorama regionale. Anche qui,  malgrado il piano, non sono stati fermati il progetto del nuovo porto turistico di Santo Stefano di Camastra, la cui diga foranea, aggettante 500 metri circa, priverà di alimentazione naturale le spiagge ad est, né la nuova strada litoranea di Torrenova, che correrà sul litorale a meno di 150 metri dalla battigia e che costituirà un irrigidimento della linea di costa. Nessuno di questi progetti prevede una valutazione di impatto sulle spiagge limitrofe, comprese quelle che ricadono nel  Contratto di Costa, o una valutazione sugli interventi anti dissesto in atto.