I maestri del birrificio Messina da Papa Francesco

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15 operai del Birrificio Messina sono ripartiti da zero dopo una grande delusione: a seguito del licenziamento di qualche anno fa hanno deciso di rimettere in piedi l’azienda, ma oggi la novità è un’altra. Dalla protesta che li ha resi protagonisti, sono giunti in Vaticano per raccontare la loro storia al Santo Padre.

Gli operai, infatti, grazie a don Terenzio Pastore, direttore provinciale dei missionari del Preziosissimo Sangue, sono riusciti ad ottenere l’incontro con Papa Francesco, sabato mattina nell’aula Paolo VI del Vaticano. Il Presidente Mimmo Sorrenti e Adolfo Giordano hanno potuto scambiare qualche parola con il Santo Padre, donandogli una bottiglia di birra confezionata appositamente per l’occasione, con una dedica speciale e un ritratto. Era la Festa del Preziosissimo Sangue, che ha riunito circa quattromila persone, giunte in Vaticano per l’incontro col Santo Padre. Tra i tanti applausi che li hanno accolti, gli operai con la loro storia hanno potuto diffondere un messaggio di speranza.

A 50 anni avevano perso il lavoro, a 60 ne hanno creato uno nuovo. Oggi gli imprenditori sono parte di una cooperativa del tutto rinnovata, il Birrificio Messina, dove producono una birra dal sapore speciale che mescola luppolo e malto d’orzo con la tradizionale arte birraia di Sicilia.

I due imprenditori operai di Messina, sono tornati con la benedizione del Papa per questa azienda tutta messinese, che si è saputa rialzare dopo tanti sacrifici.