Asl, un concorso contestato

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Poteva essere un concorso perfetto, se non fosse che si apre già alla possibilità di essere contestato ed oggetto di ricorsi. Si tratta di quello bandito dal commissario dell’Azienda provinciale di Messina per l’assunzione a tempo indeterminato di collaboratori amministrativi professionali di categoria D.

Un totale di 17 posti, dei quali 5 riservati per il personale in servizio con incarico a tempo determinato. Il bando ha però diversi aspetti che si aprono a contestazioni, a partire dal fatto che, per la riserva dei posti, gli aspiranti collaboratori amministrativi devono maturare il requisito dei 3 anni di servizio alla data di pubblicazione del bando, (in altri concorsi si prevede invece alla presentazione del bando). Ma coloro i quali hanno maturato o matureranno i 3 anni di servizio, hanno avuto conferito l’incarico da una graduatoria che è stata annullata dal Tribunale amministrativo di Catania. Successivamente, il 15 dicembre 2017, l’Asp ha ottenuto la sospensiva dal Consiglio di giustizia amministrativa quindi, nel caso in cui il Cga confermasse la sentenza del Tar, gli incarichi sarebbero privi di efficacia giuridica in quanto ottenuti da un concorso annullato, e di conseguenza anche l’ammissione a partecipare al concorso per i posti riservati. C’è però anche dell’altro: il bando non indica nemmeno le materie di esami, come invece espressamente previsto dalla legge. Infine, ciliegina sulla torta, la domanda può essere presentata esclusivamente per via telematica, mentre non è indicata la possibilità di inviarla a mezzo posta, sebbene sia prescritto dalle norme legislative. Un concorso quindi che sta facendo discutere parecchio gli addetti ai lavori ed il cui futuro pare segnato dall’incertezza.