Depuratori, Legambiente torna all’attacco

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Torna puntualmente sotto la lente di ingrandimento la questione dei depuratori fuori norma e dell’inquinamento delle acque marine nel messinese. A sollevare la questione è Legambiente che denuncia che nei Nebrodi, Sant’Agata Militello, Capo d’Orlando, Gioiosa Marea, Patti e Furnari sono tra gli 80 Comuni siciliani che risultano soggetti ad infrazione.

La Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia a pagare una maxi multa di oltre 30 milioni di euro per ogni semestre di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie ad assicurare un adeguato funzionamento degli impianti di depurazione delle acque. E non è la sola sanzione. Una situazione annodata da una burocrazia regionale insufficiente e lenta, da un governo nazionale che ha commissariato,senza risultati concreti, la pratica e dall’inerzia delle amministrazioni comunali, che rimbalzano la questione alla Regione. Il Governo Siciliano, non è riuscito, infatti, ad utilizzare i finanziamenti europei destinati all’adeguamento degli impianti di depurazione, e perciò rischia di dovere restituire all’Europa le somme stanziate. E con l’arrivo della stagione balneare il problema si ripropone con maggior forza. “Arrivare alla stagione estiva con problemi di inquinamento delle acque di balneazione è delittuoso – afferma Salvatore Gurgone, segretario del Circolo Nebrodi “Tiziano Granata” – sia perché così si mette a rischio la salute dei cittadini, sia per le ricadute negative sul turismo balneare, specie in un momento nel quale le congiunture internazionali dirotteranno verso la Sicilia consistenti flussi di visitatori. E’ altrettanto vero che le Amministrazioni dei nostri comuni costieri non hanno mai assunto come priorità la tutela delle acque di balneazione dall’inquinamento.  “Prima di pensare alla costruzione di porti turistici e di strade lungomare, a nuove urbanizzazioni a ridosso delle spiagge – conclude Salvatore Gurgone – i comuni farebbero bene a garantire la qualità delle acque di balneazione ai propri cittadini (che per questo motivo pagano le tasse sulla depurazione) ed ai turisti che giungono fin qui sperando di trovare un ambiente salubre  ed un paesaggio diverso da quello delle metropoli.”
Nelle foto scarico di liquami sulla spiaggia e a mare nel comune di Torrenova, ieri 6 giugno 2018
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