Barcellona, proteste in contrada Acquacalda

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«Si diano risposte certe sulla riapertura al transito del ponte di Acquacalda; la nostra pazienza ha un limite». È l’appello di operatori economici e associazioni, prostrati dalla chiusura del ponte, avvenuta il 21 marzo. «E’ l’ennesimo disagio a che si aggiunge a quello del ponte che collega Calderà con il comune di Milazzo e alla situazione di Spinesante». Per i firmatari dell’appello – associazione Phoenix, Riccardo D’Amico, Francesco Imbesi e le aziende Maimone costruzioni metalliche srl, Maimone bonifiche srl, Penta distribuzioni, La Vecchia Bottega, panificio Barresi, lattoneria Giambò, Autolavaggio 200, aziende agricole Aliquò Barca Silvio, Barca Salvatore, Crisafulli Sebastiano, Pippo Giambò, Recupero, Mallemaci, vivai de Luca, vivai Torre, Longano marmi, impresa edile Livoti, Miano Concetto Arredamenti, e lattoneria Bucalo – il ponte è un’arteria fondamentale, non solo per il collegamento con il centro, ma anche per l’economia: qui ci sono infatti aziende e vivai con enormi difficoltà a gestire arrivi e partenze degli autoarticolati. Anche le piccole realtà commerciali subiscono l’isolamento, e la scuola elementare rischia di rimanere senza alunni. «La grave situazione è stata in parte mitigata dall’apertura di una “bretella” secondaria, strada però precaria ed inaccessibile ai grossi automezzi». E si ipotizzano forme di protesta più forti.