Concussio, Di Bella lascia il carcere. Lo Re no

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Dopo diciannove giorni di detenzione in carcere ora sono stati disposti gli arresti domiciliari. Questo il responso del tribunale del Riesame di Messina, per Isabella Di bella, difesa dall’avvocato, Alvaro Riolo.

Rigettato il ricorso per Giuseppe Lo Re, difeso dall’avvocato, Giuseppe Serafino, rigetto che va ad aggiungersi a quello disposto per Vincenzo Tamburello, difeso dagli avvocati, Alessandro Pruiti ed Eugenio Passalacqua. Per loro l’unica via è il ricorso in Cassazione. La Di Bella è indagata con Tamburello e Lo Re nell’ambito dell’operazione “Concussio”. A loro tre si contesta tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un’impresa che si era aggiudicata l’appalto da un milione di euro per i lavori di riqualificazione di “Fiumara d’Arte”, per fatti accaduti a Mistretta tra il settembre 2013 e febbraio 2016. Lo Re con altre undici persone risponde anche di intestazione fittizia dei beni. Il Gip aveva disposto l’arresto in carcere per Tamburello, Lo Re e Di Bella e l’obbligo di presentazione alla pg per altre undici persone. Per alcune di queste, lo stesso gip ha disposto la revoca della misura cautelare, altre hanno presentato ricorso per il riesame, ma non si sa ancora nulla sull’esito. Riguardo al provvedimento di arresti domiciliari per Isabella Di bella, l’avvocato Riolo, nel corso dell’udienza di riesame, aveva evidenziato ai giudici l’insussistenza delle esigenze cautelari e che dunque nessun fatto giustificasse la detenzione in carcere. Non solo, ma ha ribadito che nella vicenda giudiziaria, il ruolo della Di Bella fosse marginale. I giudici sembra siano stati propensi ad accogliere in parte quanto dichiarato dall’avvocato Riolo che, adesso, valuterà le motivazioni del provvedimento, per presentare eventualmente ricorso in cassazione.