Brolo, nuove polemiche tra Condipodero e Scaffidi

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Ancora tensioni politiche a brolo tra il consigliere indipendente Cono Condipodero e l’amministrazione. A tenere banco sono alcune delibere di consiglio comunale varate nel corso della seduta del 3 maggio scorso.


Il consigliere Condipodero ha contestato le variazioni di bilancio proposte dalla giunta Ricciardello ed illustrate dall’assessore al bilancio, Gaetano Scaffidi. «Ho chiesto al vicesindaco chiarimenti sulla destinazione delle nuove spese, cui l’interpellato non ha dato risposta- afferma Condipodero- ma non ha saputo dire quale sia il compenso di ciascuno dei revisori e viene da chiedersi come sia possibile che un amministratore, dopo 4 anni, non conosca l’ammontare del compenso”.
“Ma la sorpresa più grande- aggiunge- è stata quando si è soffermato sulla necessità di affidare un incarico ad un esperto esterno per l’accertamento dei tributi comunali dell’ultimo triennio. Secondo lui, i dipendenti del servizio tributi “non hanno le capacità giuridiche professionali” per effettuare la ricognizione dei crediti tributari, affermazione grave perché mortifica la professionalità dei dipendenti e non appare verosimile che l’ente non abbia contezza dell’entità dei tributi da riscuotere. L’amministrazione – conclude Condipodero – vuole far passare per spese necessarie gli 8.000 euro destinati a questa dispendiosa ricognizione, che potrebbe essere effettuata internamente, sottraendoli ad esigenze essenziali della collettività».
Dura anche la replica dell’assessore Scaffidi: «Mi stupisco che a fronte di interventi piuttosto timidi in aula, il consigliere Condipodero sia così aggressivo nei comunicati-dice- le variazioni contestate riguardano adempimenti obbligatori per legge come l’implementazione dell’organo di revisione da uno a tre componenti. Il relativo capitolo era dunque da coprire, anche perché in passato veniva utilizzato un altro capitolo di bilancio. Sui chiarimenti chiesti dal ministero sul bilancio riequilibrato, siamo molto soddisfatti e stiamo procedendo con il riscontro. Abbiamo bisogno di esternalizzare il servizio di accertamento e riscossione coatta dei crediti per dar seguito alla quantificazione chiesta dal Ministero»