Operazione Concussio, indagati a Capo d’Orlando, Rocca e Torrenova

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Riteneva i suoi beni in pericolo, con alte probabilità di finire sotto sequestro. Per questo Pino Lo Re aveva deciso di cederli fittiziamente, rimanendo di fatto colui che gestiva night club e vendita di auto.

E’ questo l’altro filone dell’inchiesta scattata sui Nebrodi e che ha portato al provvedimento obbligo di firma per altri 11 indagati, oltre ai tre arrestati (qui la notizia).
Ovviamente ognuno per un ruolo diverso (chi in maniera più diretta, chi solo per aver fatto parte di una società) sono finiti nel fascicolo della procura messinese.
L’obbligo di firma è scattato per Giuseppe Belvedere, 52 anni di Caronia, Mario Bonelli, 27 anni di Nicosia, Demetrio Cozzupoli, 73 anni di Torrenova, il figlio Pasquale, 47 anni di Capo d’Orlando, Gaviela Cutulea, 51 anni, residente a Sant’Agata di Militello, Dimitrina Dimitrova, 49 anni residente a Caronia, Florian Florea, 25 anni di Caronia, Dimitrova Gueorguiva, 40 anni di Caronia, Anamaria Hristache, 29 anni di Torrenova, Vincenzo Pruiti , 25 anni di Rocca di Capri Leona e Maria Serraino, 77 anni di Capo d’Orlando.
Un gruppo risultava sui documenti come titolare dell’associazione “Circolo ANSPI Phoenix Club”, che gestiva un night club di Torrenova. L’altro come titolare della società la Pineta, proprietaria di un night a Nicosia mentre ad una donna romena era intestato “La notte blu”, proprietaria del lido.
Coperture, secondo gli inquirenti, che servivano ad evitare il sequestro delle stesse società.
Per questo la scorsa notte mezzi dei Carabinieri hanno eseguito i provvedimenti di obbligo di firma effettuando perquisizioni tra Capo d’Orlando e Nicosia.