Capo d’Orlando entra in emergenza rifiuti

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Capo d’Orlando entra in emergenza rifiuti. I giorni di mobilitazione dei lavoratori, gli impegni disattesi prima Pasqua, il temporeggiare di azienda e comune orlandino, adesso sono diventati una crisi che esplode nella propria gravità.

Il momento della verità è stato quello in Municipio dove per quasi 4 ore le parti si sono confrontate alla presenza del sindaco Franco Ingrillì, dei responsabili della Ecoservizi e della Multiecoplast, di una nutrita rappresentanza dei lavori (che oggi hanno svolto assemblea e quindi non hanno raccolto l’immondizia) e del responsabile del sindacato Fiadel, Ferdinando Vento.
Partiti con la richiesta di qualche mese arretrato sugli 8 cui hanno diritto, i lavoratori sono stati gelati dall’azienda che ha affermato di non avere più possibilità di anticipare nulla. “Pur avendo diritto a diversi anni di fatture arretrate- è stato detto- abbiamo mantenuto gli impegni. Adesso non è più possibile, le banche non ci anticipano più nulla e non siamo in grado di pagare”.
L’amministrazione comunale, dal canto suo ha messo sul tavolo l’impegno sul vincolo degli incassi delle prossime bollette che arriveranno tra qualche settimana con scadenza i primi giorni di maggio. Quei soldi andranno su un conto riservato che sarà destinato solo al pagamento dei 40 lavoratori. Ma, ovviamente, i primi incassi non potranno arrivare prima di metà maggio.
Il livello di gravità è però emerso quando i lavoratori hanno dato un ennesimo segnale di distensione dicendosi disposti a sopportare un ulteriore rinvio chiedendo però almeno uno stipendio nella giornata di oggi. Comune ed azienda hanno evidenziato di non avere a disposizione nemmeno la somma un unico pagamento.
Così i lavoratori sono tornati in assemblea affermando di rimanerci almeno sino a quando non arriverà un primo pagamento.
Hanno atteso il bonifico fino al pomeriggio ma dall’azienda filtra che prima di lunedì non ci saranno novità.
Così domani e domenica la raccolta si bloccherà e le strade non saranno pulite. Ma soprattutto è il futuro a non apparire roseo.