Morte Lorena, in secondo grado sono state rideterminate le condanne

1236

La corte d’appello di Messina – presidente Maria Tindara Celi, a latere Carmelo Blatti e Bruno Sagone – ha rideterminato le condanne per il finanziere Gaetano Forestieri e per il pasticcere Giovanni Gugliandolo, imputati nel processo per la morte di Lorena Mangano.

I giudici hanno ridotto da 11 a 10 la pena per Forestieri e da 7 a 6 quella per Gugliandolo, riducendo una circostanza aggravante. Il verdetto è giunto al termine di una lunga giornata, in cui i giudici hanno sentito un testimone che non era mai stato ascoltato in aula, presente al momento dell’incidente stradale avvenuto a Messina tra il 25 ed il 26 giugno 2016; di seguito avrebbero dovuto ascoltare il consulente del pm, Santi Mangano, ma, in quel momento, hanno invece chiuso il dibattimento e poi si sono ritirati in camera di consiglio. I legali – gli avvocati della difesa, Salvatore Silvestro per Gaetano Forestieri, Pietro Luccisano per Giovanni Gugliandolo e gli avvocati delle parti civili, Filippo Pagano, Roberto Argeri e Francesco Rizzo che rappresentano i familiari di Lorena Mangano e l’Associazione Italiana delle Famiglie delle Vittime della Strada – dovranno attendere novanta giorni per le motivazioni e solo per questo tempo sono state sospese le misure cautelari. In primo grado Forestieri era stato condannato ad 11 anni per omicidio stradale, mentre il pasticcere Giovanni Gugliandolo a 7 anni. Secondo l’accusa, in quella notte di giugno di due anni fa Foresteri e Gugliandolo si stavano sfidando in pieno centro a Messina, una vera e propria gara scambiando le strade affollate del centro peloritano. Lorena Mangano andava in giro con gli amici e stava per svoltare in corso Garibaldi. Ferma al semaforo di via Torrente Trapani, aspettò il verde per immettersi sul corso con la propria Panda. Poi il drammatico schianto e il trasferimento al Policlinico di Messina, dov’è morta il 28 giugno; i suoi organi vennero donati.