Orlandina Basket, il gioco si è fatto duro

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E’ una entrata a gamba tesa al limite del “cartellino rosso” quella della Gazzetta dello Sport contro l’Orlandina Basket di domenica scorsa.

Anzi, considerando il giorno in cui è uscito il trafiletto, è sembrato più un “pesce d’aprile” che un articolo da giornale nazionale.
Già, perché se si spara ad “alzo zero” lo si dovrebbe fare documentando ciò che si dice, portando elementi che non siano soltanto mezze frasi sparse come veleno nella corsa salvezza.
La Gazzetta accusa l’Orlandina di falsare il campionato perché non vince da 13 partite ed ha cambiato 8 giocatori su 10.
Due dati oggettivi per gettare in pasto ai tifosi le parole correttezza, etica, rispetto delle regole, presa in giro.
Se la Gazzetta si riferisce alle 13 sconfitte consecutive, allora dovrebbe spiegare se è “falsare il campionato” cambiare una squadra rimettendoci soldi per ingaggiare sostituti certamente più impegnativi come cartellino.
Il provare ad invertire la china, anzi, testimonia l’esatto contrario visto che la società non si è affidata al vivaio ma ha puntato su atleti americani di livello superiore a quelli visti (chiedere a Brescia se ha notato una squadra che lascia via libera agli avversari).
Se poi abbia investito male, se i giocatori presi non fossero all’altezza delle aspettative, quello fa parte dello sport. Si possono sbagliare stagioni (accade spesso a Milano in Euroleague perché non dovrebbe accadere ad una squadra che spende 20 volte meno?).
Ma se l’Orlandina falsa il campionato con 13 sconfitte di fila, perché il quotidiano non spende una parola sulla squadra che è alle sue spalle, quella Pesaro che da qualche anno si salva miracolosamente nelle ultime giornate?
Oppure il giornale vuol lasciar intravedere altri scenari? In quel caso parli chiaro. Le voci di “scioperi” dei giocatori, quest’anno, sono arrivate da altre città, molto blasonate, titolate.
Lanciare il sospetto è molto pericoloso e non serve a nessuno, tranne ad indirizzare la corsa salvezza o ad aprire spazi a chi, negli ultimi anni, nonostante tanti quattrini, la serieA non riesce a raggiungerla.