Controlli in agricoltura ed edilizia e sequestro di pesce pericoloso per la salute

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Con l’approssimarsi delle festività Pasquali il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha intensifica i controlli sulla filiera alimentare, soprattutto nei settori considerati più a rischio come quello ittico, colpito da un’impennata di richieste dei consumatori che superano le normali fonti di approvvigionamento e che possono sfociare, talvolta, anche in canali di fornitura non ufficiali e incontrollati.

In particolare, i Nas hanno passato al setaccio le zone di produzione della fascia costiera messinese.
Durante le verifiche, condotte sia a livello di produzione che alla vendita al dettaglio, sono state individuate diverse imprese alimentari che operavano irregolarmente, mettendo a repentaglio la salute dei consumatori.
All’interno di un centro di depurazione e confezionamento di cozze è stata individuata un’anomala quantità di prodotto stoccato abusivamente in acque non idonee, in attesa di essere lavorato, di cui una parte già in fase di depurazione con procedure non conformi. Alle analisi di laboratorio su alcuni campioni prelevati dai Carabinieri del reparto speciale, è emersa la presenza di sostanze non consentite che preludono un incipiente stato degenerativo.
Altro sequestro è stato invece operato all’interno di una rivendita di pesce fresco, in una località turistica del versante tirrenico ove, congiuntamente con i militari della Compagnia Carabinieri di Milazzo, sono state individuate diverse partite di prodotto ittico decongelato, posto in vendita come pesce fresco.
L’esercente, inoltre, deteneva illegalmente novellame di sarda (cosiddetta neonata) specie ittica sottotaglia di cui è vietata la vendita e la cattura al fine di tutelare le risorse biologiche contro il depauperamento dei mari.
Sempre i Carabinieri hanno portato a termine anche una serie di controlli ad aziende edili, officine meccaniche, supermercati e ristoranti, in venti ditte della provincia di Messina. Otto le aziende non trovate in regola mentre 73 sono i lavoratori sottoposti a controllo, di cui 21 totalmente in nero. In 4 casi e’ stato adotatto il provvedimento di sospensione dell’attivita’ imprenditoriale, per aver impiegato personale in nero. 5 datori di lavoro sono stati denunciati, a vario titolo, per violazioni delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro (ed utilizzo di impianti di videosorveglianza per il controllo dei lavoratori a distanza senza autorizzazione. Le sanzioni amministrative ammontano ad oltre 30.000,00 euro e le ammende ad oltre 60mila euro complessivamente.