Patti, la Giordano non usufruì indebitamente della “104”

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Il gup del tribunale di Patti, Ugo Molina, ha prosciolto la dipendente del comune di Patti, Graziella Giordano, perché il fatto non sussiste. La Giordano, difesa dall’avvocato Luigi Gullo, era imputata di truffa nella sua qualità di dipendente comunale.

Secondo l’originaria accusa, non avrebbe comunicato che una parente da assistere fosse ricoverata nella casa di riposo “Sciacca Baratta” di Patti e pertanto avrebbe ottenuto il godimento indebito di tre giorni di permesso e del relativo importo nella retribuzione. La Giordano, a causa di questo processo, subì anche un procedimento disciplinare disposto dal comune, che fu sospeso, in attesa della conclusione del processo. L’avvocato, Luigi Gullo, nel corso del dibattimento, è riuscito a dimostrare, che alla Giordano spettassero i giorni secondo la Legge 104, in quanto la persona da assistere era si ricoverata in una casa di cura, ma che non forniva assistenza sanitaria h24.
Concluso il processo con il non luogo a procedere, perché il fatto non sussiste, è singolare l’ipotesi di avvio dell’inchiesta e del relativo processo; sembra infatti che l’ex comandante dei vigili urbani, Castrense Ganci, con il quale di seguito si è innescato un processo, che lo ha visto condannato per diffamazione nei confronti di tre ex assistenti della polizia municipale, tra cui, oltre Maria Rita Lo Vercio e Francesco Pettina, anche la stessa Giordano, abbia avvicinato in modo informale un ufficiale delle forze dell’ordine. Gli avrebbe chiesto di avviare un’indagine su un vigile urbano di Patti – anche attraverso un esposto anonimo – per accertare se avesse goduto indebitamente o meno dei permessi con la 104. Il caso sembrò essersi chiuso li. Invece, nei mesi successivi, si materializzò la richiesta di rinvio a giudizio della procura di Patti e l’udienza preliminare, culminata adesso con il proscioglimento della Giordano. In udienza il comune di Patti si è costituito parte civile con l’avvocato, Laura Palazzolo. E’ l’ennesimo capitolo giudiziario – e pare che non sarà l’ultimo – dello scontro tra l’ex comandante della polizia municipale di Patti, Castrense Ganci e tre ex assistenti della polizia municipale, Graziella Giordano, Maria Rita Lo Vercio e Francesco Pettina. Nel novembre dello scorso anno, il giudice di pace di Patti, Giulia Saitta, condannò Ganci a 2000 euro di multa, per diffamazione nei confronti dei tre ex assistenti. Ganci fu condannato anche al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede nei confronti delle tre parti civili, costituite con gli avvocati, Luigi Gullo e Tindaro Giusto.