Milazzo, il Cenacolo della bellezza

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Una serata dedicata all’amore per la bellezza quella che si è svolta  a Milazzo nella sede del laboratorio creativo Pazzie diretto dall’artista fotografo Carlo Aloi.  Ospite d’onore il mecenate Antonio Presti accolto calorosamente dai padroni di casa Raffaele Esposito e Chiara Surdo, e introdotto dagli interventi di Antonio D’Amico e Dario Russo.
“Innamòràti della bellezza” è stato il titolo scelto per l’occasione, con l’intenzione di comunicare il doppio senso del termine, da un lato l’amore come stato dell’essere, dall’altro, un monito all’amore, un invito ad entrare in quello stato di grazia per nutrirsi di bellezza, che non è mera produzione d’immagini, ma essenza viva, espressione di intuizioni illuminate. E non a caso un cenacolo pensato per il giorno dedicato all’amore, “un amore – come spiega Presti – che non va concepito come mero possesso, come prescritto dalla cultura materialista nella quale viviamo, ma in quanto impulso autentico che dal cervello giunge direttamente al cuore, unico mezzo attraverso il quale è possibile percepire la nostra natura di esseri viventi, ovvero collegati all’universo che ci circonda al di là dei separatismi e degli individualismi che alimentano l’odio”.
E’ partendo dal cuore che secondo Presti ci si apre alla possibilità di “vedere” e non di guardare la Bellezza. “Siamo continuamente proiettati sul nostro egoismo – afferma, mentre camminiamo siamo abituati a volgere lo sguardo fuori di noi, verso gli altri con i quali intratteniamo rapporti sociali, sulle vetrine, presi dal materialismo e dalla brama di ostentare, ma quasi mai accade di indirizzare la vista verso noi stessi e di percepire l’immenso amore di cui siamo fatti. Il “vedere”, infatti, in quanto stato particolare dell’essere, è il coraggio di essere ciò che si è, il saper riconoscere bellezza, e se qualcuno afferma che per tale ragione siamo pazzi – continua Presti – rispondiamogli con un sorriso e rendiamogli grazie per avercelo ricordato”.
E’ con il sorriso che si sconfigge il male. Questo Presti lo sa bene perché oltre a ribadirlo a parole, la sua intera vita ne è testimonianza. Lui che ama così tanto la sua terra tanto da lasciare l’impresa padre per far trionfare l’arte in tutte le sue forme ed ad impegnarsi in un lavoro di coscienza che intendesse offrire il senso etico dell’arte, un punto di vista diverso dedicato alla Sicilia per i siciliani. Ma spesso, come accade in questi casi, la politica e le istituzioni non scendono a compromessi con la bellezza, almeno che la bellezza non scenda a compromessi con esse. E perciò anni di lotta e di cavilli burocratici e amministrativi hanno osteggiato il lavoro di Presti, ma lui risponde con un sorriso decidendo di stare dalla parte dell’amore, al servizio della bellezza e non dei potenti, sempre.  Presti ha poi menzionato i suoi progetti futuri sulla fotografia, e un cenno anche sulla sulla vicenda delle Rocce di Taormina, dopo la sentenza del CGA che ha annullato il comodato d’uso stipulato la Città metropolitana di Messina e la Fondazione Fiumara D’Arte che dopo 50 anni di fermo avrebbe restituito il bene alla comunità rendendolo fruibile, vicenda che non ha scomposto il mecenate che sostiene di aver accettato la sentenza “serenamente e rispettosamente”. Ha parlato a lungo anche della sua vita, in particolare delle scelte che lo hanno condotto a ritirarsi a Castel di Tusa, un villaggio in riva al mare nei pressi del Parco di Fiumara d’Arte. Presti, filosofo dell’arte, nei numerosi anni di carriera ha dedicato il suo lavoro a far conoscere la bellezza anche nelle scuole con progetti e programmi volte alla crescita umana e intellettuale dei ragazzi. Lo ha ricordato ai presenti parlando dell’importanza del ruolo educativo che la famiglia deve ritornare ad assume nei confronti dei propri figli troppo spesso abbandonati alla dittatura dei media e al potere della tecnologia.
Presti è stato apprezzato dai numerosi presenti che sono accorsi per conoscere di persona il mecenate il quale non si è risparmiato nel dispensare all’intera sala la bellezza di sé e delle sue parole.
E a fare da eco alle parole di Presti, dettate dall’amore e dal credo, essenziali e dirette, è stato il luogo “non- luogo” Pazzie, come lo ha definito Presti prendendo a prestito le parole di Marc Augé, un dono offerto alla gente in onore alla bellezza, accogliente, intimo e prezioso, in grado di offrire un’atmosfera sacrale di rispetto e ascolto, dedizione e attenzione.
Alla manifestazione presente anche il Sindaco di Milazzo Giovanni Formica.