sabato, Luglio 2, 2022

Operazione “Nibelunghi”, annullate le ordinanze cautelari per i familiari di Stanzù

avvocato benedetto ricciardi

Il tribunale del riesame di Caltanissetta ha annullato le ordinanze di custodia emesse il 15 gennaio scorso nell’ambito dell’omonima inchiesta della Guardia di Finanza di Caltanissetta e dei carabinieri di Enna, coordinati dalla Dda.
Il provvedimento, che azzera l’operazione “Nibelunghi” ha fatto cadere le accuse nei confronti dell’imprenditore agricolo di Capizzi Gabriele Giacomo Stanzù – figura di spicco dell’inchiesta – e suo fratello Nicola.  Con loro erano finiti ai domiciliari anche tre stretti familiari dei fratelli Stanzù ed un conoscente della famiglia Stanzù, posto anch’egli ai domiciliari e ritenuto dalla Dda di Caltanissetta una sorta di «prestanome». L’avvocato difensore Benedetto Ricciardi (nella foto), aveva presentato ricorso al Riesame contestando i «gravi indizi di colpevolezza», e allo stesso tempo pure le esigenze cautelari ipotizzate dal gip.
Il caso ruota attorno alla figura di Giacomo Stanzù, detenuto all’Ucciardone di Palermo, che è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, colui che secondo la Dda sarebbe stato l’elemento di collegamento tra le famiglie mafiose dei Nebrodi e quelle di Gela, in particolare tra il clan di Enna e il sanguinario boss gelese Daniele Emmanuello. L’accusa di concorso esterno è stata ipotizzata dalla Dda solo per lui. Gli altri indagati, tra cui il fratello, sostanzialmente erano sono accusati di averlo aiutato a eludere le normative antimafia, per scongiurare così il rischio che i suoi beni potessero essere sequestrati per mafia. Accuse smontate dal Riesame

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