Polpetta, il cane diventato una celebrità

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Assomiglia a tanti cani protagonisti di film dai buoni sentimenti e sui legami tra uomo e animale. La sua storia è meravigliosamente vera al punto da meritarsi, in questi giorni, pagine intere di giornali nazionali.
Si chiama Polpetta ed è il meticcio adottato a furor di popolo dal Comune di Mistretta e affidato alla custodia dell’odontoiatra Riccardo Zingone. Il randagio, sbucato dal nulla, inizia a girovagare per il paese circa un anno fa, conquistando la fiducia e il cuore degli amastratini, per la sua indole docile e mite. Frequenta sovente il quartiere di San Nicola, in pieno centro storico, dove gli abitanti gli fanno trovare cibo e carezze e i bambini giocano con lui.
Inizia così a prendere parte attiva nella vita paesana, presenziando ad eventi e processioni religiose ed accompagnando la banda di paese nelle sue uscite. Qualcuno prova ad accogliere il meticcio in casa propria, ma all’affetto di una sola famiglia, Polpetta preferisce la libertà dell’autentico vagabondo e la benevolenza dell’intera comunità.  La storia del cagnolino finisce sotto i riflettori perché Polpetta entra impunito nelle Chiese e presenzia alle funzioni religiose, matrimoni compresi, con disappunto dei fedeli più rigorosi.

Gli amastratini più sensibili non ci stanno, però, a far accalappiare il cane e abbandonarlo  ad un destino incerto in un canile,  in attesa di un improbabile, quanto sgradita, adozione e, con un tam tam mediatico sui social, chiedono al Sindaco Liborio Porracciolo, di trovare una soluzione alternativa, che arriva, puntuale, con nota ufficiale del 30 ottobre scorso: Polpetta viene adottato dal Comune, dotato di microchip, adeguatamente vaccinato e sterilizzato e diventa cittadino a tutti gli effetti del comune nebroideo. La storia di Polpetta colpisce, non solo per la singolarità delle abitudini del cane, ma perché porta alla ribalta un fenomeno ancora preoccupante in Sicilia, come il randagismo.  Maria Rità Calì, cantautrice della provincia palermitana, scrive una canzone per lui. Come Italo, il randagio adottato da Scicli nel 2009 e la cui storia diventa addirittura un film uscito nelle sale cinematografiche nel 2015, anche il meticcio amastratino è una vera star e la sua vicenda fa il giro virale su social, giornali e finisce al TG Regionale. Polpetta vive libero e felice, sempre monitorato dall’occhio vigile del suo custode designato,  dott. Riccardo Zingone, preoccupato, ultimamente, della sua linea, che, dopo la castrazione, ha preso forme un po’ troppo abbondanti.