Sant’Agata, l’opposizione incalza sul mancato inizio dei lavori per il porto

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Si intensificano le interrogazioni sull’attività amministrativa presentate al sindaco da parte di alcuni consiglieri comunali della “maggioranza opposizione”. Completamento del porto e mancata presentazione del consuntivo Tari, la tassa rifiuti per l’anno 2016 sono gli atti ispettivi presentati.

Per quanto riguarda i lavori dell’opera pubblica più importante, ovvero il completamento del porto, i consiglieri Domenico Barbuzza e Rino Indriolo interrogano il sindaco per conoscere: «la tempistica prevista dall’amministrazione per l’approvazione del progetto esecutivo e per il conseguente e concreto avvio dei lavori. Premesso – scrivono – che l’amministrazione in carica si è insediata nel mese di giugno del 2013, a distanza di quasi 5 anni e in vista della scadenza del mandato, non sono ancora stati avviati i lavori di completamento del porto, finanziati nel 2009 per 48.000 euro ed appaltati nel novembre 2010 con un progetto di livello definitivo. L’adempimento necessario per l’avvio dei lavori – affermano i due interroganti – è l’approvazione del progetto esecutivo delle opere che ad oggi non risulta ancora approvato e validato, e detta circostanza, e non altre, non consente l’avvio dei lavori».

I consiglieri Gumina, Sanna, Fazio, Barbuzza, Befumo e Indriolo puntano invece l’attenzione sul consuntivo entrate e costi della Tari 2016. «Ad oggi – affermano – non risulta adottato dal Consiglio comunale il piano finanziario consuntivo Tari per l’anno scorso ragione per cui si chiede di conoscere per quali ragioni non sia ancora stato sottoposto al consiglio comunale il rendiconto 2016».

Il servizio di raccolta dei rifiuti, nelle more dell’attivazione dell’Aro, Ambito raccolta ottimale – proseguono – continua ad essere svolto dalla Gilma di Torrenova, in attesa dell’affidamento del servizio all’impresa aggiudicataria dell’appalto all’Ati Tech servizi – Clean Up di Siracusa che aveva presentato l’offerta di nove milioni e 462 euro per la durata di sette anni, la cui definizione è sottoposta al giudizio del Tribunale amministrativo di Catania al quale si era rivolto lo scorso mese di giugno, l’impresa Dusty di Catania.