Danni alla Villa Romana di Patti, sei assoluzioni

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Nessuna responsabilità per i danneggiamenti che nel 2009 e nel 2010 si verificarono nel sito archeologico della “Villa Romana”. Il giudice monocratico del tribunale di Patti, Vincenzo Mandanici, ha assolto, perché il fatto non sussiste, Gabriella Tigano, (difesa dagli avvocati, Bonaventura Candido e Paola Pirri), Giuseppe Mangano e Franco Ceschi, (difesi dall’avvocato, Francesco Cacciola), Giuseppe Natoli, (difeso dall’avvocato, Francesco Ferrigno), Giovanna Maria Bacci, (difesa dall’avvocato, Giovanni Mazzone) e Maria Grazia Vanaria, (difesa dall’avvocato, Giovanni Cicala. Anche il pm, Carlo Giorgianni, nella sua requisitoria, ha richiesto l’assoluzione. E’ una sentenza che è stata emessa dopo circa venti udienze di due processi che poi sono stati riuniti. La procura della repubblica di Patti, a seguito delle indagini, aveva disposto il decreto di citazione diretta a giudizio per le infiltrazioni d’acqua verificatesi nel 2009 alla “Villa Romana”; come si evinceva dal capo di imputazione, saltati alcuni pannelli di copertura, verificatesi infiltrazioni e ristagno di acqua piovana nei mosaici, si determinarono danni ingenti al sito archeologico. Il processo iniziò il 28 febbraio 2011 con l’imputazione di danneggiamento continuato ed aggravato in concorso a carico del legale rappresentante della ati “società consortile Villa Romana srl, appaltatrice dei lavori di copertura del sito, Giuseppe Mangano e del direttore dei lavori, Franco Ceschi. Al direttore della sezione archeologica della soprintendenza per la provincia di Messina, Giovanna Maria Bacci, a Gabriella Tigano, direttore, facente funzioni, della stessa sezione archeologica, al direttore amministrativo della soprintendenza del sito archeologico di Patti, Maria Grazia Vanaria e infine al dirigente tecnico della Soprintendenza, Giuseppe Natoli si contestava di non aver impedito il deterioramento del sito, non effettuando alcun intervenendo, limitandosi solo a segnalare il problema alla ditta. Infine, solo al direttore Bacci, si contestava di aver omesso di collocare segnali o ripari, per impedire pericoli per i visitatori, vista la precaria collocazione dei pannelli di copertura e della precarietà delle passerelle. A nessuno dei sei imputati è stata riconosciuta la responsabilità per i fatti accaduti alla “Villa Romana”; per il giudice il fatto non sussiste.