Gioiosa Marea, black out continui a Santa Margherita

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Siamo nel 2017, eppure nella frazione Santa Margherita di Gioiosa Marea sembra di essere tornati ai tempi in cui si viveva a lume di candela. Alla costante carenza di acqua e alla strada rimasta dissestata a seguito dei lavori alla rete fognaria, si è aggiunta infatti da più di un mese anche la mancanza di energia elettrica che si verifica almeno una volta a settimana per 8 ore consecutive, a causa di alcuni lavori che la ditta e-distribuzione starebbe effettuando sulla linea. Ad aggravare la già critica situazione ci si è messo pure il maltempo della notte scorsa, che a quanto a pare avrebbe provocato un danno tale da richiedere stavolta circa 12 ore prima che la corrente elettrica possa tornare nelle case della popolosa contrada, dove si trovano pure alcune strutture ricettive; fra l’altro, non è nemmeno la prima vota che accade quando imperversano vento e temporali. Intanto si accumulano le segnalazioni da parte degli abitanti, mentre al servizio clienti di Enel energia è un continuo rimpallo di competenze tra colleghi e settori. Da qualche tempo infatti, Enel ha suddiviso le attività di distribuzione e vendita di energia elettrica in 3 società diverse, per cui, gli addetti al call center di Enel energia, interpellati sul problema fanno spallucce, invitando i clienti a rivolgersi all’impresa affidataria della distribuzione dell’elettricità; se si è fortunati, qualcuno di loro abbraccia lo stesso la causa e fa una segnalazione a sua volta, altrimenti la chiamata si chiude semplicemente con una cornetta riagganciata. Dal canto loro, gli impiegati di e-distribuzione si difendono rispondendo che devono lavorare, noncuranti di chi il lavoro lo svolge a casa propria e quindi di quell’energia elettrica ha bisogno come il pane, delle tante persone anziane o malate che non possono nemmeno riscaldarsi, considerato che ormai fa pure freddo oppure ancora dei cibi e medicinali andati a male nei frigoriferi e completamente da buttare, tanto per citare solo alcuni dei possibili disagi. Nessuno mette in dubbio comunque la necessità di tali interventi, ma non potrebbero essere organizzati in modo diverso, limitando le difficoltà di tutti? Inoltre, chi non è dotato di particolari tecnologie, per sapere se ci sono lavori in corso, deve affidarsi ai foglietti penzolanti dai pali della luce, sovrapposti a quelli vecchi, o talvolta nemmeno sostituiti dappertutto. Persino un ente piccolo come il Comune si è dotato di un alert system; Enel non lo ha previsto? Oppure le zone rurali, come spesso succede, sono quelle meno prese in considerazione? Ai posteri l’ardua sentenza, intanto i cittadini aspettano che sulla questione venga fatta luce, è proprio il caso di dire.