“Sacco” di Fiumedinisi. Assolto Cateno De Luca

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In molti già lo attendevano al varco, con la scure della legge Severino già pendente sulla propria testa in caso di condanna. Cateno De Luca, rieletto all’Ars pochi giorni fa ed uomo della cronaca giudiziaria del momento vista la notifica di Mercoledì mattina dell’ordinanza di custodia ai domiciliari per presunta evasione fiscale, esce invece indenne dal processo in primo grado che lo vede imputato per tentata concussione, abuso d’ufficio e falso. Il Tribunale di Messina lo ha assolto perché il fatto non sussiste, mentre per alcuni capi è intervenuta la prescrizione. I fatti oggetto delle accuse si riferiscono al periodo tra il 2004 e il 2010 e riguardano quello che tutti definirono il “sacco edilizio” di Fiumedinisi, centro di cui De Luca fu sindaco. Sotto la lente della procura, finì il programma di opere di riqualificazione urbanistica e incentivazione dell’occupazione nel comune jonico. L’accusa contestò a De Luca, arrestato per tali ipotesi nel 2011, di aver modificato quel piano edilizio allo scopo di favorire alcune imprese legate alla sua famiglia. In particolare la Procura mise nel mirino la realizzazione di un albergo, con centro benessere da parte della “Dioniso”, la costruzione di sedici alloggi popolari da parte della “Mabel” e la realizzazione dei centri di formazione del  Caf Fenapi, società per la quale De Luca è finito ai domiciliari pochi giorni fa insieme a Carmelo Satta. La lettura della sentenza di primo grado al Tribunale di Messina è stata accompagnata da un boato di festa di un centinaio di persone, amici e congiunti di Cateno De Luca, che hanno accolto la notizia dell’assoluzione. Il deputato dell’Ars, prima di far rientro a casa dove sta scontando la misura cautelare impostagli dal Gip, così come aveva già fatto Mercoledì dopo l’esecuzione del provvedimento, ha affidato le sue reazioni personali ad un video postato sulla propria pagina Facebook.