Cateno De Luca, sabato l’interrogatorio di garanzia. I retroscena dell’inchiesta Fenapi

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Comparirà sabato mattina di fronte al Gip di Messina per l’interrogatorio di garanzia, Cateno De Luca, arrestato ieri nell’ambito di un’inchiesta condotta da Guardia di Finanza e Carabinieri per evasione fiscale. Interrogatorio di garanzia nella stessa data anche per Carmelo Satta, l’altro soggetto finito ai domiciliari. In capo ai due la Procura ha ipotizzato l’associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di una rilevante evasione fiscale di circa 1.750.000 euro. De Luca è finito nella rete in qualità di amministratore di fatto del Caf Fenapi srl, presidente del Cda e socio unico della Dioniso e rappresentante legale della Delnisi. Satta, invece, figura come rappresentante legale e presidente del Cda del Caf Fenapi srl, nonché presidente del consiglio direttivo e rappresentante legale della Fenapi nazionale. Le indagini hanno posto sotto la lente l’attività di società dipendenti dalla stessa Federazione nazionale autonoma piccoli imprenditori e dal Caf Fenapi, dal 2009 al 2013,anno in cui, secondo l’accusa, gl’indagati avrebbero posto in essere un complesso sistema di fatturazioni fittizie finalizzate all’evasione delle imposte dirette e indirette. L’inchiesta è partita dalla denuncia dell’avvocato Giovanni Cicala, che per un periodo è stato assistente legale del Caf Fenapi, nominato dopo alcuni accertamenti svolti sulle attività della società dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza.  “Cateno De Luca – scrive il gip Monia De Francesco nella sua ordinanza – era il vero dominus di un’associazione a delinquere capace di mettere in atto per un significativo arco temporale un sistema che, attraverso il ricorso ad «artifici contabili ha assicurato un profitto illecito milionario a danno dell’erario. La potenzialità criminale manifestata da Cateno De Luca e Carmelo Satta, sostanzialmente prestanome del primo – prosegue poi il gip De Francesco – appare spiccata e sintomatica di un concreto e attuale pericolo di reiterazione dei reati”.
Ricostruzioni seccamente contestate dallo stesso Cateno De Luca, che con un video su Facebook, direttamente dai domiciliari, ha lanciato accuse pesanti su presunte manovre contro di lui. “Sapevo già che mi avrebbero arrestato – ha detto De Luca –. Anche questo procedimento finirà come gli altri quattordici: archiviati o con sentenza di assoluzione. Nei prossimi giorni saprete il perché non vogliono che io faccia il sindaco di Messina”.
Negli ambienti politici, intanto, due giorni dopo l’elezione dell’ex sindaco di Santa Teresa Riva all’Assemblea Regionale, si è subito scatenato il fuoco incrociato sulla coalizione del presidente Musumeci e gli impresentabili, già al centro della lunga campagna elettorale.