I 5 Stelle parlano di brogli. Presentino le denunce

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Non bastava una campagna elettorale improntata su impresentabili, mancanza di sorrisi, parenti parlamentari ed altre bassezze che hanno portato l’elettorato a snobbare le urne.
Una brutta campagna elettorale non poteva che concludersi con un gesto che non nobilita la Politica e non (come tutti avremmo sperato) rasserena il clima post voto.
E’ stato Manlio Di Stefano, deputato nazionale del M5S, dal quartier generale di Cancelleri a Caltanissetta, a lanciare accuse pesantissime. «Purtroppo queste elezioni potrebbero essere ricordate come quelle degli impresentabili- ha affermato- lo scarto dei voti reali al momento è di circa 20 mila voti, guarda caso i voti che potrebbe portare Francantonio Genovese (padre di Luigi, candidato della coalizione di Musumeci, ndr). Siamo preoccupati dal fatto che questo voto possa essere ricordato come quello dei grandi brogli»
Linea ripresa in serata dallo stesso Cancelleri che ha annunciato di non volersi complimentare con Musumeci non riconoscendo la sua vittoria.
“La vittoria- ha detto il candidato governatore è contaminata dagli impresentabili e da Nello Musumeci che li ha candidati. Non chiamerò il vincitore perché altrimenti avrei dovuto chiamare tutti quelli che hanno vinto”.
Mancato riconoscimento che solitamente ha precedenti in nazioni in guerra e sotto dittatura.
Per carità non siamo negli Stati Uniti dove un candidato alla presidenza riconosce la sconfitta nonostante siano avvenuti davvero fatti gravissimi in un Stato chiave. Ma tentare di delegittimare il voto popolare è molto rischioso ed avvelena l’acqua della Democrazia.
Se i 5 Stelle hanno certezze di brogli, presentino oggi stesso un dossier alla procura. Se il problema sono gli impresentabili, invece, presentino domani mattina un disegno di legge per mettere paletti alle candidature. Spieghino insomma quali sono i parametri per stabilire se il figlio di un condannato o un indagato possano o meno godere del diritto civile di presentarsi davanti all’elettorato.
Darebbero un contributo alla chiarezza ed eviterebbero che la gente pensi che il tavolo da poker sia truccato. Altrimenti nessuno si stupisca se gli elettori, a quel tavolo, decideranno di non sedersi più; ben oltre il 53% di questa volta.