Migranti, ieri nuovo vertice tra sindaci e prefetto

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Verrà inviato un quesito al ministero dell’interno per comprendere a quale clausola di salvaguardia si deve fare riferimento per determinare il numero dei migranti destinati nei comuni che aderiscono allo sprar. E’ emerso nell’ultimo incontro che si è svolto in prefettura, alla presenza del prefetto di Messina, Francesca Ferrandino. Al confronto hanno partecipato una cinquantina di sindaci dell’area tirrenico-nebroidea, coordinati dal sindaco di Torrenova, Salvatore Castrovinci; il faccia a faccia con il prefetto è scaturito da quanto accaduto ultimamente a Capo d’Orlando, dove, in aggiunta a quelli destinati con lo sprar, sono stati destinati altri diciannove migranti nella struttura dell’ex hotel Amato. I sindaci hanno chiesto contezza sulla clausola di salvaguardia. La maggior parte dei comuni hanno fatto riferimento al 2,5 per mille abitanti, secondo una direttiva del Ministro dell’Interno dell’11 ottobre 2016, relativa alle regole per l’avvio della ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e rifugiati sul territorio nazionale attraverso lo Sprar. Ora invece sembra che debba applicarsi il doppio cioè il 5,5 per mille abitanti. I sindaci hanno alzato le barriere e non sono d’accordo con la nuova clausola. E nell’attesa che giunga al prefetto di Messina la risposta dal ministero dell’interno, il sindaco di Torrenova ha sospeso il progetto per l’avvio dello sprar.