I dirigenti scolastici del messinese contro Halloween

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Prosegue anche quest’anno l’iniziativa “In difesa delle tradizioni siciliane – Halloween non è la nostra festa”, avviata in diverse scuole della provincia di Messina per contrastare la diffusione nel nostro Paese della popolare festività con la quale in area anglosassone si celebra la vigilia di Ognissanti. Sono infatti più di 40 i dirigenti che hanno sottoscritto una comunicazione indirizzata ai docenti e alle famiglie degli studenti per ribadire il rifiuto ad accettare in modo passivo usi e costumi imposti da una cultura considerata estranea rispetto a quella locale. Una lotta che non è volta a demonizzare la diversità, ma piuttosto a valorizzare le radici culturali, storiche e religiose del proprio territorio di appartenenza. Nei giorni antecedenti alla commemorazione dei defunti del 2 novembre, nelle aule degli istituti interessati quindi non si parlerà di zucche, dolcetti, scherzetti e travestimenti tipici di Halloween, ma di frutta martorana e “cannistri”; gli insegnanti dell’ambito artistico, letterario e di religione, dovranno cioè parlare agli alunni dei riti tradizionali italiani, ed in particolare siciliani, legati a questa ricorrenza, senza trascurare l’aspetto più strettamente etico e religioso e prendendo spunto pure dal racconto di Andrea Camilleri “Il giorno dei morti”. La presa di posizione contro Halloween dei dirigenti del Messinese tuttavia non trova tutti d’accordo: sull’argomento c’è difatti molta divisione soprattutto tra le famiglie degli studenti e tra gli studenti stessi; se da una parte c’è chi concorda sul divieto assoluto di festeggiare Halloween, considerata una celebrazione pagana persino poco educativa, dall’altra c’è chi ritiene eccessivo un simile atteggiamento respingente e non approva che l’istituzione scolastica si faccia carico di questa battaglia. Come si dice, probabilmente la verità sta nel mezzo, mentre facciamo i conti con croci e delizie della globalizzazione.