Abuso edilizio ad Acquedolci. La Cassazione annulla l’assoluzione di otto imputati

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I giudici della Suprema Corte di Cassazione hanno disposto l’annullamento della sentenza di assoluzione, con rinvio al giudice d’appello competente, in sede civile, per otto persone accusate di abuso d’ufficio per un presunto abuso edilizio ad  Acquedolci. Imputati  l’imprenditore edile Nicolò Susio, il tecnico comunale Salvatore Ettore Lo Cicero, il progettista Silvestro Di Costa, il funzionario dell’ufficio tecnico Luigi Bordonaro ed i componenti dell’allora commissione edilizia del Comune, Antonio Savio, Vincenzo Campisi, Salvatore Mondello e Domenico Ferrara. Nei loro confronti la Corte d’Appello di Messina aveva disposto nel 2015 l’assoluzione con formula piena dai reati contestati, per i quali invece, in primo grado, il Tribunale di Patti, con sentenza del maggio 2013, aveva deciso condanne da otto a cinque mesi, oltre al pagamento delle spese processuali, e la demolizione delle opere abusivamente eseguite. La vicenda riguarda un fabbricato di tre piani realizzato in via Armando Diaz, in pieno centro cittadino ad Acquedolci. A seguito della sentenza di assoluzione della Corte d’Appello, l’avvocato Michele Manfredi Gigliotti, difensore del denunciate Benedetto Baldanza, costituito parte civile, propose  ricorso in Cassazione, le cui  motivazioni sono state ritenute fondate.