Corruzione: quattro siciliani tra i professori universitari interdetti

4902

Ci sono anche quattro professori siciliani, tre dell’Ateneo di Palermo e uno di Messina, tra gli indagati per corruzione nell’ambito dell’operazione “Chiamata alle Armi” della Guardia di Finanza che ha eseguito stamani 29 misure cautelari a carico di altrettanti docenti universitari di diritto tributario su tutto il territorio nazionale: 7 sono finiti agli arresti domiciliari e 22 interdetti dall’attività di insegnamento per 12 mesi.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Firenze, hanno consentito di accertare “sistematici accordi corruttivi tra numerosi professori di diritto tributario finalizzati a rilasciare le citate abilitazioni secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici bensì orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi”.

Tra i docenti interdetti anche alcuni  componenti di diverse Commissioni nazionali (nominate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per le procedure di Abilitazione Scientifica Nazionale all’insegnamento nel settore scientifico diritto tributario. Complessivamente gli indagati sono 59. Tra di essi anche l’ex ministro Augusto Fantozzi.

I DOCENTI SICILIANI COINVOLTI – Tra i 22 docenti interdetti anche quattro professori siciliani: uno dell’Università di Messina e tre dell’ateneo di Palermo. Interdizione dall’attività per 12 mesi per Andrea Colli Vignarelli, professore ordinario di Scienze Poltiche e giuridiche dell’Università di Messina, e per i docenti palermitani Daniela Mazzagreco, associato di Giurisprudenza, Maria Concetta Parlato, ricercatore della Facoltà di Scienze politiche e delle relazioni internazionali, e Salvatore Sammartino, docente a contratto della Facoltà di Giurisprudenza.