Collegamenti per Roma, Trenitalia smentisce ma restano molti dubbi

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“Non è vero che Trenitalia si accinge a cancellare i collegamenti Intercity Notte tra la Sicilia e Roma, come è stato scritto e annunciato nei giorni scorsi da alcuni media”. Questa la smentita di Trenitalia sulle notizie comunicate due giorni fa, dal nostro tg. E qua ci fermiamo, non facendo null’altro che visionare nuovamente il sito di Trenitalia. Fino al 30 settembre prossimo, oltre ai treni di giorno fino a Roma – gli ic 728 e 730 da Palermo, ci sono l’icn 1954 – partenza 18.30 e arrivo 7.13 e l’icn 1958 – partenza 20.55 e arrivo 9.51. Lo stesso per il ritorno: icn 1955 e 1959 da Roma 21.31 e 23.00 con arrivo a Palermo alle 10.06 e 11.55. Dal 2 ottobre questi treni di notte  sul sito di Trenitalia non ci sono più. Per la verità c’è un icn, che parte da Palermo alle 12.50 e arriva a Roma alle 6.20 con un primo cambio a Gioia Tauro alle 20.06 su un regionale, un secondo cambio a Rosarno con un icn alle 22.47 e infine terzo cambio a Napoli alle 5.10 con un Frecciarossa. Altro non c’è, al momento. Proseguiamo con il comunicato di Trenitalia. “L’ipotesi su cui si sta ragionando con il Ministero dei Trasporti, committente e finanziatore insieme al MEF di questo servizio, è la possibile rimodulazione dell’offerta: dalle attuali  quattro corse (due Intercity Notte Roma – Sicilia e due Sicilia – Roma) a due corse giornaliere, una da e una verso l’isola, sempre con partenze da Siracusa e Palermo in due sezioni che si congiungono e disgiungono a Messina”. “Questo perché, prosegue Trenitalia, nei primi otto mesi i treni hanno viaggiato con ben più della metà dei posti vuoti. Ricordo che tempo addietro Trenitalia assicurava, oltre i collegamenti con la capitale, quelli con Milano, Torino e Venezia”. Oggi, anche questi, non ci sono più. Trenitalia scrive che nei periodi dell’anno dove la domanda è solita crescere (periodo estivo, festività natalizie e pasquali) sarà garantita un’offerta straordinaria ad hoc e che non trovano giustificazione i timori su un taglio graduale dei collegamenti di media/lunga percorrenza da e per la Sicilia, proprio quando è operativo il nuovo contratto di servizio fra lo Stato e Trenitalia. Il sito di Trenitalia però evidenzia un’altra storia, al momento ed è necessario che qualcuno dell’azienda ce lo spieghi direttamente, in un botta e risposta. Un’ultima constatazione. Le stazioni ferroviarie, almeno quelle della provincia di Messina, dove non ci sono i bar, sono cimiteri. E che dire dell’azzeramento della polizia ferroviaria? Anche questa fa parte della rimodulazione voluta dai ministeri?