Pd, c’è l’accordo. Crocetta non sarà ricandidato per la presidenza

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Dopo settimane di trattative e tensioni che sembravano poter far saltare il banco del centrosinistra, già minato dalla scelta della componente di Sinistra Italiana ed Mdp di puntare su Claudio Fava, il Pd ricuce in extremis lo strappo con il governatore uscente Rosario Crocetta. Dopo l’incontro romano con Matteo Renz, Crocetta ha deciso di sotterrare l’ascia di guerra e rinunciare alla ricandidatura ed alla stessa ipotesi delle primarie, invocata a gran voce fino a ieri, e di convergere anch’egli sul nome di Fabrizio Micari. Dopo cinque anni di governo, dunque, Crocetta in un modo o nell’altro passerò la mano. In corsa, al fianco del rettore di Palermo, ci sarà invece la sua lista, quella del Megafono. Per Crocetta, stando ai rumors romani, si profila invece una buona uscita sotto forma di candidatura certa e blindata per il Senato alle prossime politiche. Ieri sera intanto è giunta la smentita del possibile accordo, in ticket con Micari, con il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. Sempre più concreta invece la soluzione dell’accordo con Alternativa Popolare, o meglio, i resti degli alfaniani che non hanno optato per la migrazione nel centrodestra di Musumeci. A quel punto il vice presidente indicato potrebbe essere l’attuale euro parlamentare Giovanni La Via.